Come era facile immaginare, non si è fatta attendere la replica di Roberto Piazza alle accuse a suo carico mosse da Beppe Cormio, dirigente Lube, sull’ormai nota vicenda Poriya. Cormio, nella videoconferenza con la stampa di venerdì, aveva parlato di ingerenze da doppio incarico e di etica, affermazioni, accuse, che Piazza ha voluto controbattere punto su punto nel dopo partita di Milano-Cisterna di domenica.
CASO PORIYA
“Sono stato tirato in ballo e in malo modo a mio avviso, nel senso che chi mi conosce sa perfettamente come lavoro io con i ragazzi. Quindi se c’erano dei dubbi era sufficiente fare una telefonata. Il ragazzo in questione è Porya, non parla benissimo l’inglese assolutamente, lo so molto bene, ma ho tutta la documentazione nelle mani per poter dire che le cose che sono state dette sono reali, ma riguardano il maggio del 2025, non adesso. Adesso io ho fatto una telefonata con il ragazzo il 18 dicembre dicendo a lui che doveva rimanere alla Lube e non mi ha più richiamato. Quindi c’è qualcosa che non va, ma questo è solo un argomento”.
LA RISPOSTA SULL’ETICA
“Sono stato chiamato in causa poi per altre due cose. La prima è l’etica. Allora, se una persona mi viene a fare la morale sull’etica, proprio a me, prima è meglio che si guardi in casa sua. Io vi ricordo che quattro anni fa noi abbiamo giocato una partita con Civitanova con quattro centrali in campo, perché è stato votato dalla Lega il fatto che noi dovessimo giocare con quattro centrali perché avevamo cinque malati col Covid. Quindi etica solo quando riguarda gli altri, non quando riguarda noi stessi. Quindi prima di fare un’accusa guardiamoci dentro”.
QUESTIONE DOPPIO INCARICO
“Poi ci sono tante altre cose che il signor Cormio dovrebbe sapere, tante altre cose. L’ultima riguarda il doppio incarico, dove lui dice chiaramente, espressamente che si tratta di una tassa. Deve essere una tassa, quasi come se noi andiamo a pagare in farmacia e prendiamo dieci grammi di etica e noi diventiamo etici se paghiamo. Se invece non paghiamo non siamo più etici. Il discorso del doppio incarico lascia il tempo che trova. Nel senso che è solo in Italia il divieto, c’è una causa che va avanti. Beppe Cormio è un fautore di questa cosa, basta che non prenda allenatori col doppio incarico. Tutto lì”.
(fonte: Allianz Milano)