Michal Kubiak: “Ecco come il Giappone ha fermato l’epidemia”

LEAD_Alfapaint_istit

Di Redazione

In una lunga intervista al portale Sportowe Fakty, lo schiacciatore polacco Michal Kubiak ha raccontato l’esperienza vissuta in Giappone allo scoppio dell’epidemia di coronavirus, offrendo un interessante punto di vista sullo sviluppo del contagio. “I giapponesi – spiega Kubiak – hanno adottato un modo diverso di combattere il virus rispetto ai paesi europei. I tamponi sono pochi, perché proprio i test potrebbero essere un vettore della malattia. Solo chi ha sintomi gravi viene ammesso negli ospedali, che così non si sovraccaricano. Assembramenti e sport sono stati sospesi già nei primi giorni e così l’espansione è stata interrotta“.

Kubiak, che continua regolarmente ad allenarsi, sta aspettando come i compagni dei Panasonic Panthers la decisione sull’eventuale annullamento della Coppa dell’Imperatore: entro il 4 aprile si saprà qualcosa di più. “Ma in ogni caso resteremo qui almeno fino a maggio – aggiunge lo schiacciatore – io continuo ad allenarmi, le mie figlie Pola e Zoja vanno regolarmente a scuola. Sono preoccupato soltanto per i miei parenti in Polonia. Mi piacerebbe tornare, ma al momento non sono in grado di pianificare nulla“.

Le prospettive per il futuro sono tutte da verificare: “In Giappone probabilmente la prossima stagione si svolgerà come previsto, ma non so se e quando si giocherà la VNL. Resto a disposizione di Vital Heynen per tutti i tornei a cui vorrà convocarmi“. Kubiak dovrà quindi rinviare il suo ritiro dalla nazionale, che aveva previsto dopo le Olimpiadi: “Ora ho tempo per stare con la mia famiglia, sono sempre in casa. Mia moglie sa già che la prossima stagione la dedicherò completamente ai Giochi: se dev’essere il mio ultimo torneo, voglio arrivarci al meglio“.

Infine lo schiacciatore dedica un pensiero anche al tema della riduzione degli stipendi che potrebbe interessare molti giocatori: “Chi ha firmato contratti a lungo termine di certo è più sicuro, gli altri vivono nell’incertezza. Dobbiamo essere tutti pronti a grandi cambiamenti nel mondo dello sport. Probabilmente andrà peggio, ma quanto peggio? Non sono un economista e non posso prevedere il futuro. Per il momento nessuno pensa a soldi e contratti, ma solo a quando sarà sicuro uscire di casa, incontrare la famiglia, vedere gli amici“.

(fonte: Sportowe Fakty)

LEAD_Alfapaint_istit