Top & Flop Superlega: Perugia tira fuori il carattere, Padova rimandata su tutti i fronti

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Foto Lega Pallavolo Serie A

Di Roberto Zucca

Ottava giornata di ritorno di Superlega con esiti ancora una volta buoni per le grandi e meno buoni per chi corre sul filo del rasoio. Cade inaspettatamente solo Padova, vittima di un netto tracollo sul campo di Cisterna per 3-0. In cima, vittoria semplice per Civitanova, che davanti al proprio pubblico scaccia via Vibo Valentia in tre set. Perugia ci mette un set in più per ottenere la vittoria piena contro Ravenna, su un campo notoriamente non facile. Modena, nel big match della serata, batte agevolmente Trento in trasferta e si conferma al terzo posto. Milano riprende la sua corsa e vince contro l’ultima della classe Sora, allungando così sulle sue inseguitrici. Ne approfitta anche Monza, recuperando terreno per i play off scudetto contro Verona, battuta al tie break.

IL TOP:

Civitanova liquida la pratica in tre soli set. Poco più di un’ora di gioco e affermazione netta per la Lube Civitanova. Salsa cubana servita questa sera in tutti e tre i parziali, nei quali a spiccare sono stati principalmente Leal (15 punti) e Juantorena (12 punti), ma anche Simon (9 punti). Un Bruno particolarmente brillante in regia, con due muri all’attivo, ispira anche una buona prova di Anzani, rientrato sui suoi ritmi. Primato mai in discussione.

Perugia, prova di carattere a Ravenna. Sfoggia la sua artiglieria migliore, fatta da Atanasijevic (16 punti e 3 ace) che conquista il titolo di MVP, caratterizzando molte fasi difficili dell’incontro grazie all’intesa con De Cecco, decisivo soprattutto nel terzo set su molti fronti. Il mattatore è però Leon, che chiude i set, mandando in crisi la difesa di Ravenna (22 punti) assieme alla performance di Russo da posto tre (8 punti e 3 muri punto). Non era facile. E la Sir vuole la vetta.

Modena, che grande gara contro Trento. Con un gioco fluido e spumeggiante Modena vince una gara importantissima contro Trento, e ambisce a ben altro rispetto al terzo posto in cui attualmente si trova. Christenson (MVP) amministra egregiamente una gara in cui prevalgono la squadra e il bel gioco. Uno Zaytsev sopra le righe (17 punti) fa la differenza, ma stasera l’America a stelle e strisce è segnata anche dalle eccellenti prove di Holt (13 punti, 1 ace e 2 muri) e di Anderson (15 punti). Se continua così, la squadra di Giani disputerà grandi play off.

Contro Sora, Milano torna a sorridere. Una prova corale, condita da una prova perfetta di Clevenot (15 punti ed MVP), bravo a gestire tutti i momenti top di Sbertoli in regia. Sempre da lode Abdel-Aziz (27 punti) che con 7 ace riesce ancora a fare la differenza. Graditissimo ritorno in crescendo per Alletti (12 punti) che si rende sempre più indispensabile domenica dopo domenica, chiudendo la gara, mentre Kozamernik (12 punti) nel primo set segna un grande contraltare in attacco. Una prova di squadra così non si vedeva da un po’. Brava Powervolley!

Monza, che bella vittoria contro Verona. Gioca una gara al cardiopalma, vincendo alla grande i primi due set, subendo il recupero e combattendo un bellissimo tie break. È la Vero Volley del cuore, quella che stasera ha sfoggiato un abito bellissimo indossato da Louati MVP (22 punti, 4 ace e 3 muri) e Dzavoronok (25 punti, 3 ace e 1 muro), che fanno quasi intimidire lo stesso Kurek (25 punti). Orduna dirige un’orchestra che piace e il centro ferma l’avanzata nemica con Galassi e Yosifov. Questo è il segreto per i play off scudetto.

Cisterna, che colpo basso alla povera Padova! Trascinata da un grande Palacios (13 punti) che nel primo gioco ferma Hernandez e blocca l’avanzata di Padova, Cisterna si prende tre punti fondamentali per la lotta nelle zone basse della classifica. Brilla Patry (14 punti) che chiude i palloni importanti mentre Swarcz (5 punti) riesce ottimamente a imporsi a muro e al servizio, fondamentale con cui chiude anche la gara. Continuare così.

IL FLOP:

Trento perde quota dalle prime tre. L’Itas si perde in alcuni errori veniali e subisce il gioco di Modena negli ultimi set. Si salvano Russell (21 punti) e Lisinac (11 punti). Giannelli è bravissimo a muro, ma la regia di oggi è vittima di alcune scelte del centro non troppo felici. Vettori (14 punti) c’è, anche se per i play off ci si aspetta un approccio alla gara più diretto e coraggioso.

Padova, oggi rimandata su tutti i fronti. Una sconfitta troppo netta per ciò a cui ci ha abituato dall’inizio del campionato. Non funziona Ishikawa (8 punti), troppo timido, ed Hernandez (16 punti) è troppe volte vittima del muro di Palacios. Il cambio palla funziona solo per un set, come dice Baldovin, e gli errori in battuta, troppi, penalizzano la gara. La concentrazione è stata da sempre un fattore vincente di questa Kioene. Emerge la necessità di ritrovarla.

Ravenna, in casa non guasterebbe più coraggio. Pareggia i conti e dà del filo da torcere alla capolista. Ma nel terzo set cede al ritmo di Perugia. Vernon-Evans (19 punti) regge il gioco assieme a Lavia (18 punti), e con un Ter Horst (8 punti) sugli scudi stasera avrebbe potuto pretendere qualcosina in più. Attenta Ravenna perché i playoff sono alla tua portata, ma non senza il coraggio dimostrato in altre circostanze.

Vibo, da Civitanova si rientra con un magro bilancio. Baranowicz è in serata ma lo sono poco i suoi attaccanti. Vibo è troppo arrendevole davanti al pubblico marchigiano e di fronte alla capolista. Cichello le prova tutte ma Aboubacar è l’unico da doppia cifra (12 punti). Non è la serata di Carle (7 punti) e Defalco (7 punti). Mengozzi fa quello che può, ma la difesa si sfalda di fronte al gioco di Civitanova. Peccato.

Calzedonia, non basta il recupero per imporsi. Eternamente appesa al destino di Boyer, che stavolta sfonda il tetto dei 31 punti, Verona gioca una gara bella a metà, andando a recuperare due set e poi lasciandosi sfuggire il tie break. È forse la spiegazione di una stagione intera questa gara contro Monza, nella quale a salvarsi sono Solè (13 punti) e Muagututia (18 punti) ma anche Spirito non se la cava male. Manca sempre qualcosa. Forse la voglia di vincere.

Sora, il triste primato della diciottesima sconfitta. Anche a Milano, nonostante degli sprazzi di buon gioco, la Globo resta a secco di punti. Grozdanov (13 punti) graffia solo nel terzo set con Van Tilburg (12 punti). Per il resto si gioca sempre troppo arretrati, anche se il tecnico Colucci vede una reazione positiva dell’organico. La ricezione però stavolta funziona particolarmente a singhiozzo. Si aspetta solo la fine della stagione per ricominciare in altro modo, o ci sarà davvero una reazione coadiuvata dalle vittorie tanto attese?

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