Miriam Sylla partecipa a “Mettiamocelo in testa”, iniziadiva di UNHCR per l’istruzione dei bambini rifugiati

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Foto Ufficio Stampa Imoco Volley Conegliano

Di Redazione

#mettiamocelointesta – Anche quest’anno l’Agenzia ONU per i Rifugiati – UNHCR promuove la Campagna
“Mettiamocelo in testa” di UNHCR – Agenzia ONU per i rifugiati per raccogliere fondi da destinare all’istruzione dei bambini in fuga da guerre e persecuzioni.

Il mondo dello Sport scende in campo per sostenere questa importante iniziativa che vede impegnati come testimonial la schiacciatrice dell’Imoco Volley e dell’Italia Miriam Sylla; il centrocampista dell’Inter Kwandwo Asamoah e 3 grandi del calcio italiano: Demetrio Albertini, Giuseppe Bergomi e Alessandro Costacurta.

Nel corso dell’ultimo anno accademico, oltre 3,7 milioni di bambini rifugiati in tutto il mondo non hanno avuto la possibilità di andare a scuola. Ma un bambino rifugiato che non va a scuola non rischia di perdere l’anno, ma la vita. Secondo il rapporto dell’UNHCR Stepping Up: Refugee Education in Crisis, dei 7,1 milioni di bambini rifugiati in età scolare, più della metà non vanno a scuola. Eppure, per la sopravvivenza di un bambino rifugiato, la scuola è centrale al pari di una tenda dove ripararsi, del cibo o delle cure mediche. Con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza decisiva dell’istruzione per il futuro di milioni di bambini rifugiati e di garantire loro accesso ad un’istruzione di qualità, dal 26 gennaio al 16 febbraio 2020 l’UNHCR lancia la quarta edizione della campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “Mettiamocelo in Testa. Un bambino rifugiato che non va a scuola non rischia di perdere l’anno, ma la vita” che si potrà sostenere con un sms o chiamata da rete fissa al numero solidale 45588.

Per garantire ai bambini rifugiati in 12 Paesi – Siria, Iran, Ciad, Pakistan, Yemen, Etiopia, Malesia, Kenya, Uganda, Ruanda, Sud Sudan, Ciad, Sudan – l’istruzione, proteggerli dalla violenza e aiutarli a crescere e a superare il trauma della guerra e della fuga, si può sostenere la campagna “Mettiamocelo in Testa” dal 26 gennaio al 16 febbraio 2020 con una chiamata da rete fissa o un sms al numero solidale 45588. Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari Wind Tre, TIM, Vodafone, PosteMobile, iliad, Coop Voce, Tiscali oppure di 5 euro per le chiamate da rete fissa Vodafone, TWT, Convergenze, PosteMobile, di 5 e 10 euro da rete fissa TIM, Wind Tre, Fastweb e Tiscali.

UNHCR – L’Agenzia ONU per i Rifugiati
L’UNHCR è la principale organizzazione al mondo impegnata in prima linea a salvare vite umane, a proteggere i diritti di milioni di rifugiati, di sfollati e di apolidi, e a costruire per loro un futuro migliore. Lavora in 130 Paesi del mondo e si occupa di oltre 71 milioni di persone. Istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 14 dicembre 1950, da allora l’Agenzia ha aiutato più di 60 milioni di persone a ricostruire la propria vita. Per questo le sono stati assegnati due Premi Nobel per la Pace, il primo nel 1954, il secondo nel 1981. L’Agenzia lavora per assicurare che tutti possano esercitare il diritto di asilo e di essere accolti in sicurezza in un altro Stato. Fornisce acqua, cibo, tende, assistenza medica e psicologica. Garantisce l’accesso all’istruzione e alla formazione e alle attività generatrici di reddito.

Miriam Sylla e il suo contributo: “Se penso agli anni della scuola mi viene da sorridere: non ci andavo volentieri. Per me la priorità era la pallavolo. Ma ovviamente, come tutti i bambini che hanno la fortuna di crescere in Paesi come l’Italia, a scuola ci andavo. Era un obbligo che percepivo e comprendevo: se non andavo a scuola, la mia famiglia non mi avrebbe permesso di andare a giocare a pallavolo, che era il mio grande sogno e desiderio. Questo ricordo è affiorato non appena UNHCR mi ha chiesto di sostenere la Campagna di raccolta fondi mettiamocelo in testa che ha l’obiettivo di garantire ai bambini in fuga dalla guerra scuole, libri e insegnanti. Per un bambino rifugiato che ha perso tutto, a volte anche i propri genitori, poter andare a scuola è fondamentale. Mandare un bambino a scuola significa letteralmente salvargli la vita perché un bambino rifugiato che non va a scuola è esposto al rischio di cadere nelle mani di sfruttatori, di criminali e bande armate. Ma la scuola è anche speranza in un futuro dignitoso. I piccoli rifugiati a scuola acquisiscono quelle competenze che un giorno, da adulti, saranno preziosissime per costruirsi una vita dignitosa e contribuire allo sviluppo dei loro paesi e delle loro comunità di appartenenza. Pensate che bastano solo 2 euro per garantire 1 mese di scuola a un bambino rifugiato. È possibile contribuire in modo semplice inviando un SMS da 2 euro al numero 45588 oppure donando da rete fissa 5 o 10 euro. Mettiamocelo in testa: i bambini rifugiati devono studiare. Per vivere.”

(Fonte: comunicato stampa)

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