Andrea Galliani è ripartito dalla A2: “Ho scelto Brescia perché mi merito di stare in campo”

LEADERBOARD_GPCAR_2008
Ufficio Stampa Atlantide Pallavolo Brescia

Di Roberto Zucca

L’idea che corrisponde al profilo di Andrea Galliani, schiacciatore classe 1988 della Sarca Italia Chef Centrale Brescia, decade subito all’inizio della chiacchierata. La determinazione, l’ambizione, la sicurezza prendono il sopravvento su una leggerezza che non gli appartiene, e che forse non gli è mai appartenuta:

Mi è capitato qualche volta che quella che lei definisce leggerezza sia stata scambiata per poca serietà. Ma, sulla base del mio impegno e del contributo dato negli anni alle società per cui ho giocato, sfido chiunque a dimostrarlo”.

Non a caso Brescia l’ha voluta fortemente in organico.

Hanno saputo farmi la proposta giusta. Sono fortunato perché le offerte non mi mancavano, ma ho scelto Brescia perché volevo in primis giocare. E farlo al fianco di atleti come Cisolla e Tiberti, che considero uno dei palleggiatori più forti della A2, è stato un ottimo suggerimento”.

La classifica e il gioco per ora le danno ragione.

Stiamo andando bene, forse perché non abbiamo subito pressioni. Giochiamo per fare bene, senza pensare a un’ipotetica classifica finale o al costante assillo di una promozione. La Serie A2 è tornata competitiva, e il meccanismo proposto fa sì che si giochi con più serenità e con una continuità equilibrata”.

Perché ha scelto di scendere di categoria?

Perché in Superlega non ho trovato un progetto che mi interessasse o nel quale io fossi tra i giocatori destinati a contribuire con continuità. Penso di meritarmi di stare in campo. Lo dicono i numeri, le statistiche dei miei ultimi anni”.

Qualcuno sostiene il contrario?

L’anno di Spoleto, per tirare un po’ il fiato, mi sono ritrovato in panchina in un momento fondamentale della stagione. Non l’ho trovato giusto e ne ho parlato con Luca Monti a fine stagione. Voglio trasparenza da chi mi mette sotto contratto, e se merito di stare in campo perché l’impegno e i risultati sono dalla mia parte, voglio essere in campo”.

Che obiettivi si è posto con Brescia?

Fare una bella stagione. Non conoscevo alcuni giocatori e sto scoprendo degli elementi determinati e molto in gamba. Insieme possiamo porci dei traguardi e raggiungerli assieme”.

Ad esempio?

Mi piacerebbe vincere le finali di Coppa Italia. Non mi è mai capitato di arrivare in fondo. Eravamo ad un passo con Monza lo scorso anno ma siamo stati beffati all’ultimo. È una partita che ancora ho nella testa”.

Galliani, non la facevo così coinvolto emotivamente.

Penso sarebbe strano il contrario. Sono capace di stare settimane a pensare a un’azione, a una partita, a un punto. È il mio carattere”.

Sui suoi social ho trovato due valori fondamentali per lei: il primo è l’amicizia.

Se si riferisce al gruppo con Amorico, Pappadà e Della Lunga, che sono amici prima che avversari o compagni di squadra, allora le posso dire che sono amicizie diverse da ciò che si pensa. Siamo persone che, nonostante le distanze o il fatto che non ci si veda o senta ogni giorno, siamo presenti l’uno per l’altro. E che trova qualsiasi scusa per fare una cena assieme, o per fermarsi qualche ora in più dopo le trasferte”.

Il secondo è il viaggio.

Viaggiare è condivisione. E io lo farei spesso. Sempre. Quest’anno ho viaggiato in India con Pappadà per due settimane, poi altre due settimane le ho fatte da solo. Diciamo che sono state interessanti ma molto complesse. Il prossimo viaggio sarà in condivisione e in un hotel a 5 stelle!

LEAD_ERBAVOGLIO_ISTITUZIONALE