Anche la pallavolo ha la sua fiction: si intitola “Dyldy” e la produce la russa STS

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Foto: Sport Business Gazeta Ru

Di Redazione

Un allenatore caduto in disgrazia e misogino che cerca riscatto allenando la squadra femminile di un istituto scolastico; un gruppo di ragazze adolescenti ma inquiete e alle prese con mille problemi di famiglia, di studio, d’amore; una vicedirettrice che detesta lo sport e che farà di tutto per affondare il progetto. Sono alcuni degli ingredienti principale di “Dyldy”, la prima serie televisiva (non animata) dedicata alla pallavolo girata a Mosca e prodotta dalla rete televisiva STS che è in onda da alcuni giorni e che sta ottenendo un discreto successo di pubblico.

Non una serie sulla pallavolo ma sull’umanità che gira intorno alla pallavolo: il protagonista è Mikhail Kovalev, allenatore interpretato dal famoso attore russo Pavel Derevyanko (nella prima foto a destra), un tecnico letteralmente matto come un cavallo. All’apice della sua carriera quando è alla guida della Dinamo Mosca finisce per litigare con gli arbitri, due donne: le colpisce con un asciugamano, le insulta e poi va ad aizzare i suoi stessi tifosi.

Il giorno dopo per rincarare la dose insulta anche la presidente federale e rimedia una squalifica chilometrica. Questo il prologo. La federazione lo condanna ad allenare una squadra femminile provinciale, un bel problema per Kovalev secondo cui il quale le donne sono un danno anche quando stanno in casa a fare nulla: “La pallavolo è per gli uomini”, dice il tecnico che suo malgrado sarà costretto a cambiare idea.

A farlo lo aiuteranno le sue allieve, che lo sfideranno a mettersi al loro fianco in modo costruttivo, e la vicedirettrice dell’Istituto, Irina, una professoressa che più odiosa non si può e che lo considera un buono a nulla. Alla fine l’orgoglio, l’umiltà ma soprattutto la passione per la pallavolo di Kovalev verranno fuori, ma dopo molti episodi nel corso dei quali dovrà occuparsi personalmente dei problemi delle sue giocatrici, dei rapporti difficili con la  madre e con i suoi stessi colleghi. È una storia che in qualche modo ricorda lo splendido “Ragazze Vincenti”, (titolo originale “A league of their own”) film con Tom Hanks, Madonna e Geena Davies ispirato ai campionati femminili di baseball durante il secondo conflitto mondiale.

L’ex professionista Elena Zarubina è stata “l’allenatrice” degli attori: “Nessuna tra le ragazze e i tecnici aveva esperienza – racconta l’ex giocatrice – ci siamo intestarditi a girare le scene di pallavolo live ed è stato difficilissimo. Le prime volte le ragazze finivano il set piene di lividi e in lacrime. Ma il progresso è stato evidente: non posso giudicare la loro prova di attori ma posso garantire che come giocatori posso essere orgogliosa di loro”.

Elena ha partecipato a tutte le scene di gioco, correggendo il lessico, la postura, i colpi e le azioni ripetute decine e decine di volte fino alla giusta esecuzione. Corretto anche qualche errore clamoroso: secondo il copione il capitano, interpretato dalla deliziosa Angelina Poplavskaya, doveva essere il libero: “Guardate che da regolamento non si può…” ha detto Elena ai produttori che hanno cambiato copione.

L’empatia tra l’ex giocatrice e gli attori è stata tale che alla  fine Elena Zarubina comparirà anche in alcuni episodi della serie insieme a diverse altre stelle del volley russo che hanno già accettato di partecipare. Molti fanno addirittura il tifo per una storia d’amore (da fiction) tra Elena e l’ormai riabilitato allenatore.

Tra le giocatrici che compariranno in scena Ekaterina Ulanova che ha preso parte alle riprese come avversaria.

La serie parte in ritardo rispetto alla programmazione prevista proprio per la complicazione delle serie in gioco: “Per pochi scambi abbiamo impiegato cinque giorni di riprese – dice il produttore della serie Alexei Kharitonovinizialmente eravamo disperati ma alla fine il risultato è non solo superiore alle aspettative ma soprattutto verosimile”.

Tralasciando i cartoni animati con i celeberrimi “Mimi e le ragazze della pallavolo” o “Mila e Shiro” oltre allo splendido film “The Miracle Season” interpretato da Helen Hunt e ispirato a una storia vera, questa può essere considerata la prima serie nella quale la pallavolo interpreta un ruolo collante. La prima stagione prevede sedici episodi ma è già in programma  un seguito.

Tra i momenti più attesi quello in cui i giocatori di pallavolo professionisti (“non vogliamo rivelare nulla sull’argomento” dice l’addetta stampa Irina Zolotova) compariranno; c’è stato anche il coinvolgimento di Sergey Lazarev, uno dei cantanti russi più famosi del paese. Un idolo per le giocatrici di Kovalev che, conoscendolo personalmente e nel tentativo di spronare le ragazze a dare il massimo, lo porterà in spogliatoio a tenere il discorso prepartita.

(Fonte: SportBusinessGazeta.ru)

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