La carica di Sofia D’Odorico: “Trento, sono qui per vincere”

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FOTO FILIPPO RUBIN / LVF

Di A.G.

Il campionato di Serie A2 femminile è un ottimo palcoscenico per le giovani: rappresenta un’occasione per giocare con regolarità, lontano dai riflettori e dalle pressioni della massima serie, e far emergere il proprio talento in contesti forse più provinciali ma proprio per questo più protetti.

È il caso di Sofia D’Odorico, che nella stagione 2019-2020 veste la maglia della Delta Informatica Trentino. La schiacciatrice friulana, classe 1997, può vantare un curriculum di primo piano, con diversi anni trascorsi al Club Italia e numerose presenze nelle Nazionali giovanili: proprio con la maglia azzurra ha conquistato una medaglia d’argento ai Campionati Europei Under 18 nel 2013 e una di bronzo ai Mondiali Under 20 nel 2015.

Dopo una breve parentesi a Novara, D’Odorico ha vissuto esperienze positive in A2 prima a Mondovì, poi alla gloriosa Teodora Ravenna, quindi ad Orvieto, dimostrando di essere una delle migliori attaccanti di palla alta della categoria, capace di abbinare qualità nel gioco di seconda linea a una buona varietà offensiva di colpi.

Le premesse viste in queste stagioni sanno di volontà di sognare e diventare grande. Ora la palla passa di nuovo a Sofia: l’avventura a Trento è certamente un bel banco di prova nel suo processo di crescita sportiva per alzare ulteriormente l’asticella e mettere nel mirino la tanto desiderata Serie A1.

Nella stagione 2019-2020 giocherà a Trento. Cosa l’ha convinto a scegliere il progetto della Delta Informatica?

Negli ultimi anni Trento è diventata una piazza molto ambita dalle giocatrici, per organizzazione, serietà e risultati che la squadra ha saputo ottenere. Questo era già un buon motivo per accettare la proposta della Delta Informatica, ma quando mi hanno presentato il progetto non ho avuto dubbi. Ci sono tutte le premesse per disputare una grande stagione visto che siamo una squadra giovane e ambiziosa”.

Questa tappa la considera un ulteriore upgrade per la sua carriera?

Per me Trento è certamente un salto in avanti. Ho un’occasione importante per crescere come atleta e come persona e spero di togliermi grandi soddisfazioni”.

Quali sono i vostri obiettivi stagionali e quale apporto pensa di dare alla squadra per raggiungerli?

Dichiarare i propri obiettivi e cercare di raggiungerli, sempre a testa alta, fa parte del processo di crescita di ogni giocatrice. Il nostro è uno solo: vincere. Questo è un motivo di orgoglio da un lato, ma anche una grande responsabilità. Ovviamente cercherò di dare tutta me stessa per ottenere il miglior risultato possibile in questa stagione”.

Come si trova a lavorare con coach Matteo Bertini?

Mi trovo benissimo. In queste settimane abbiamo passato molte ore in palestra lavorando sotto ogni punto di vista: dalla preparazione fisica alla tattica e alle sessioni video per capire come l’allenatore gestisce i match, senza dimenticare la tecnica. Tendenzialmente, ad alti livelli ci si concentra maggiormente sul gioco; noi, invece, poniamo attenzione anche ad affinare gli aspetti tecnici, visto che si possono sempre sistemare i particolari”.

Quest’anno la Serie A2 si preannuncia equilibrata e di altissimo livello. A suo giudizio, quali saranno le vostre rivali per la promozione?

Sicuramente il livello si è alzato visto che ci sono diverse squadre che puntano alla promozione, tra cui Roma, Mondovì, Pinerolo, San Giovanni in Marignano e Ravenna. Sarà fondamentale non abbassare la guardia con nessuno: in questo format ogni partita conta e perciò dovremo dare sempre il massimo, evitando di commettere l’errore di sottovalutare le formazioni che sulla carta sono meno quotate”.

L’anno scorso ha giocato ad Orvieto, raggiungendo la finale dei Play Off Promozione. Qual è il bilancio della sua esperienza in Umbria? Ha qualche rimpianto?

Ho lasciato il cuore in Umbria, dove ho vissuto una stagione fantastica: è vero, abbiamo avuto alti e bassi, ma nessuno si aspettava di fare così bene e diventare un gruppo forte e unito al punto che ci bastava uno sguardo per capirci. E questa è una delle soddisfazioni più grandi che ci possano essere in una stagione. Ovviamente il rimpianto è legato alla finale dei Play Off contro Caserta: forse potevamo tirare fuori qualche energia in più per vincere il quarto set della decisiva gara 3, ma alla fine credo di avere imparato molto da quella partita. Mi dispiace che ora si sia chiuso il sipario per la Zambelli Orvieto”.

Ha esordito in Serie A1 molto giovane con il Club Italia. Quali emozioni ha provato alla prima partita nel massimo campionato?

In realtà non ricordo bene il mio esordio. Allora non avevo la stessa consapevolezza che poi ho maturato nel corso del tempo. Se dovessi giocare adesso una partita in A1 la vivrei in maniera differente: forse mi tremerebbero un po’ le gambe, non tanto per la paura di sbagliare una battuta, come mi capitava a Novara, ma per la voglia di fare bene”.

Ha mai pensato “ce l’ho fatta” quando è arrivata a giocare in Serie A?

No, perché l’obiettivo è ben più grande. Per come la penso, una giocatrice non può mai dire ‘ce l’ho fatta’, visto che si può sempre migliorare e puntare più in alto”.

Quindi, un giorno, sogna di tornare a giocare nel campionato di A1, magari con la Delta Informatica Trentino?

Ovvio che sì!

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