Campionati Europei, Andrea Zorzi: “Io non sono ipercritico nei confronti di questa formula. La mia favorita? La Polonia”

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Foto CEV

Di Redazione

Tutto pronto per la seconda sfida tra Italia e Francia, partita valida per i quarti di finale dei Campionati Europei, dove la posta in palio, questa volta, è davvero alta. L’ex opposto azzurro, Andrea Zorzi, intervistato da “Tuttosport” fa una disamina del Torneo e del match di stasera.

Alzare il livello. E’ un imperativo per l’Italia di Chicco Blengini per superare i quarti dell’Europeo 2019. Questa sera ci aspetta la Francia che non farà sconti. Ne è convinto Andrea Zorzi, oggi commentatore delle partite dell’Italia per Dazn: «Io spero di vedere da questa sera un’Italia diversa. Finora la squadra ha fatto quello che doveva ma ha giocato a singhiozzo. È arrivato il momento di alzare il livello perché il gioco espresso, nei precedenti match, non può bastare per battere la Francia».

Questo ritmo lento degli azzurri può dipendere dalla nuova formula del torneo che prevede troppe partite prive di reali stimoli? «Io non sono ipercritico nei confronti di questa formula, anche se sono consapevole che ci sono delle criticità. Credo che le partite con squadre più deboli abbiano l’intento di far crescere anche formazioni di secondo e terzo livello. È importante che un federazione internazionale promuova la crescita di tutto il movimento. Certe lamentazioni sugli spostamenti mi lasciano perplesso. Ai miei tempi si faceva lo stesso e non è mai successo nulla. Ci vuole una buona organizzazione per far funzionare tutto al meglio».

E le criticità? «Sono soprattutto due. La prima riguarda il pubblico. Le tante partite senza pubblico sono una pessima pubblicità. Il secondo è la definizione dei quarti dove si scontrano squadre che hanno giocato contro nel primo girone. È il caso di Francia-Italia. Se la ratio era permettere ai francesi di giocare ancora in casa, allora avrei fatto viaggiare l’Italia».

Che partita vedremo questa sera? «Ho visto una Francia messa bene in campo e questa sera farà sicuramente una buona partita. Ha dalla sua il fatto di poter disporre di molti buoni giocatori. Raramente mi è capitato di vedere una squadra con quattro schiacciatori di livello, completi, motivati. E Laurent Tillie ha saputo trasformare questa abbondanza in una risorsa. Poi è la solita Francia che privilegia il gioco di seconda linea, la difesa e la velocità rispetto alla potenza. Noi, invece, siamo condizionati dal risultato di Bari nel torneo di qualificazione. È stato un ottimo risultato ma non abbiamo fatto nulla di straordinario. Ci era rimasto impresso un ricordo drammatico della partita dei Mondiali, ma la Serbia può anche esprimersi meno bene. In queste prime partite ho visto poca fluidità in primo tempo. Diciamo che ci sono state alcune partite in autogestione delle risorse fisiche. Questa sera è assolutamente necessario alzare il livello del nostro gioco».

Le sue favorite per la vittoria? «La Polonia è la squadra più in forma, un gradino pensavo che potesse esserci la Russia, brava Slovenia. Poi vengono Francia, Italia e Serbia».

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