Andrea Gardini, tecnico di Piacenza: “Prima di tutto dobbiamo diventare un team”

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Andrea Gardini e Hristo Zlatanov / Foto FIVB

Di Redazione

Torna in Italia dopo anni in Polonia, Andrea “Gardo” Gardini e farà il suo debutto come allenatore nella Superlega italiana con la Gas Sales Piacenza. La società emiliana, dopo la bella cavalcata dello scorso anno che l’ha premiata con la promozione nella massima serie, ha puntato in alto scegliendo un tecnico di grande spessore. Gardini, intervistato dal quotidiano “Libertà” ha già le idee chiare e punta sull’amalgama del gruppo.

La sua sfida, qui a Piacenza, sarà riportare la squadra agli splendori di qualche anno fa. «L’obiettivo ora come ora – sottolinea Andrea Gardini è costruire una squadra. Il roster è di livello, diciamo che la materia prima è di qualità, ora cerchiamo l’amalgama. Prima di tutto dobbiamo diventare un team».

Cosa intende? «Ho già detto ai ragazzi che il nome più importante che è sulla maglia è quello scritto davanti e cioè quello della squadra. Quello scritto dietro, il nome del giocatore per intenderci, viene dopo, solo se riusciremo a diventare un team poi ogni giocatore potrà dare quel quid in più che ci farà fare grandi cose».

Un roster che la soddisfa, quindi. «È il giusto mix tra giocatori esperti, anche a livello internazionale, e giovani che cercano il loro trampolino di lancio. La società ha lavorato bene, ora tocca a noi crescere in fretta e diventare squadra. Ci si chiede di divertire e divertirci, bene cercheremo di farlo, anche perché ci si diverte quando si vince. Cercheremo di divertirci il più possibile, ma solo con il tempo capiremo dove potremo arrivare. Una cosa però è certa: questa squadra ogni volta uscirà dal campo senza alcuna recriminazione, ma sapendo di aver dato tutto in campo senza aver risparmiato alcuna energia».

Primo anno in Superlega. «Di obiettivi adesso non parlo, prima diventiamo squadra e poi vedremo cosa succederà. Quando le cose vanno bene tutto è bello, l’importante sarà essere disposti a sacrificarci quando qualcosa non funzionerà a dovere, quando le cose non andranno magari benissimo. Lì dovremo trovare la nostra vera forza. Da adesso si lavora per diventare squadra, dovremo sempre essere valutati per quello che faremo come squadra e non come singoli. Il percorso è lungo vedremo strada facendo cosa saremo capaci di fare».

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