Pallavolisti e studenti: la Gas Sales Piacenza premia i suoi universitari

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Di Redazione

Vincenti sul campo ma anche sui libri: durante la scorsa stagione gli atleti della Gas Sales Piacenza hanno dato prova di saperci fare sul taraflex di gioco, centrando al primo colpo la Coppa Italia e il Campionato di Serie A2, ma alcuni di loro hanno dimostrato di saperci fare anche sui libri, riuscendo a conseguire importanti risultati nel loro percorso universitario e uscendo vincitori da un particolare concorso lanciato proprio dalla società piacentina.

Il contest, organizzato dalla Gas Sales Piacenza e rivolto a quegli atleti biancorossi iscritti a un corso di laurea, prevedeva un premio a chi avesse sostenuto entro il mese di giugno due esami all’università. Detto fatto: libretto alla mano, sono stati quattro i giocatori che nella passata stagione hanno raggiunto questo traguardo. Fabio Fanuli, Mattia Cereda e Matteo Beltrami iscritti a Scienze Motorie all’Università Telematica San Raffaele e Riccardo Copelli iscritto a Economia all’Università Cattolica di Piacenza.

Importanza ai successi conseguiti sul campo ma un occhio di riguardo anche alla crescita dei propri atleti fuori dal taraflex: con questa iniziativa la Gas Sales Piacenza, infatti, si dimostra ancora una volta come una società attenta ai valori non solo sportivi ma anche etici, volti a stimolare il senso
del dovere e a favorire il connubio tra sport e studio oltre ad esortare i ragazzi a proseguire gli studi per costruirsi un futuro al di là della carriera pallavolistica.

A proposito del binomio sport e studio, apparentemente difficile da conciliare, abbiamo chiesto alcune riflessioni a Daniele Fornari, docente di Economia e Gestione e delle imprese all’Università Cattolica di Piacenza e grande sostenitore della Gas Sales Piacenza.

I biancorossi vincitori del contest sono in buona compagnia in quanto la tradizione di “Dottori-Atleti” è ormai diffusa in diversi sport, volley compreso: “Grandi sportivi, non solo di livello nazionale ma anche internazionale – sottolinea il professor Fornari – sono riusciti a portare avanti, con successo, due impegni così grandi. Ne cito alcuni: Pietro Mennea, campione olimpionico nei 200 metri, laureato in Giurisprudenza; Mark Spitz, sette medaglie d’oro in una stessa olimpiade, laureato in chirurgia dentaria; Igor Cassina medaglia d’oro olimpica nella ginnastica, laureato in scienze motorie; Giorgio Chiellini, capitano della nazionale di calcio, laureato in Business Administration”.

Imparare a conciliare gli impegni sportivi, come gli allenamenti e le partite, con i momenti di studio risulta perciò fondamentale: “I giovani che praticano uno sport agonistico e che studiano all’università – prosegue Fornari – hanno la possibilità di coordinare le due attività, imparando a fare programmi e a rispettarli, acquisendo il principio del rispetto delle regole, imparando a gestire i risultati negativi (anche universitari) inaspettati, comprendendo che solo attraverso il paziente lavoro quotidiano sipossono
ottenere risultati eccellenti. Studiare e cercare di laurearsi è fondamentale per il futuro degli atleti, in quanto la carriera sportiva prima o poi finisce e che il mondo del lavoro li aspetta
”.

Grande volontà e buona organizzazione, perciò, sono i due fattori ritenuti fondamentali da Fornari per poter ottenere risultati positivi in entrambi gli ambiti: “Nel mio lavoro di docente ho avuto la possibilità di conoscere molti studenti-lavoratori, impegnati 8 ore al giorno a lavorare per poi studiare nelle ore notturne. Gli atleti, ancor di più degli studenti lavoratori, possono ritagliarsi il tempo giusto per studiare e sostenere gli esami con un rendimento adeguato”.

Il mondo dello sport è un mondo in divenire e molto spesso accade che gli atleti si spostino da un città all’altra al termine della stagione. Da Fornari arriva una raccomandazione rivolta a coloro che si trovano di fronte a difficoltà logistiche dovute a proprio ai frequenti trasferimenti: “Il primo consiglio è di non cambiare università se a monte è stata fatta una scelta convinta del percorso di laurea. Le difficoltà logistiche si affrontano consolidando le relazioni, anche a distanza, con i docenti, con gli altri studenti, con il personale amministrativo dell’università di partenza, valorizzando il più possibile queste relazioni”.

(fonte: Comunicato stampa)

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