Italia verso il preolimpico con fiducia. Ottimi segnali da Nelli, Russo e Lavia

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Foto FIVB

Di Paolo Cozzi

Finita la Volleyball Nations League con la vittoria della Russia sugli Stati Uniti, tutte le nazionali avranno adesso un mese scarso di tempo per preparare al meglio quello che è indubbiamente l’appuntamento clou della stagione internazionale, ovvero i tornei di qualificazione alle Olimpiadi che quest’anno rappresentano una spada di Damocle davvero pericolosa per tante nazionali, compresa quella azzurra.

La nostra nazionale arriva da una VNL comunque positiva, perche se è vero che non ci siamo qualificati per le Final Six di Chicago, è altrettanto vero che finalmente abbiamo avuto il coraggio (o la necessità…) di schierare una squadra giovane, con tanti esordienti e nessun top player.

Note secondo me importanti per un gruppo nuovo sono quelle che si sono viste nel corso dei cinque weekend di volley, con i nostri “carneadi” che mi hanno stupito per la loro capacità di interpretare al meglio questa occasione, lottando sempre, mollando raramente di testa e dimostrando un ottimo approccio nei primi set delle partite.

Di spunti importanti ce ne sono, in primis un Gabriele Nelli rigenerato, che dopo la stagione di Padova fra alti e bassi e quella di Trento  in panchina, ha finalmente potuto sfogare tutta la sua rabbia agonistica alla grande fino all’infortunio che lo ha tenuto fuori nelle ultime giornate. E poi il giovane DanieleLavia che, a dispetto dell’età e di alcuni inizi di set traballanti, non ha mai perso di vista la crescita personale fino a diventare punto di riferimento importante anche dopo il 20.

E’ cresciuto molto anche Roberto Russo, che al centro ha dimostrato buon fiuto nella lettura dei palleggiatori avversari  e una buona capacità di gestire la palla in attacco alternando i colpi sia in zona 5 che in posto 1. E’ stato a volte semplicemente stratosferico Simone Giannelli, sempre lucido e spesso autore di prestazioni davvero monstre, con tanto di match finiti in doppia cifra.

Inoltre, la sensazione è che coach Blengini si sia calato molto bene nei panni di allenatore di un gruppo che doveva crescere sia tecnicamente, sia tatticamente, sia mentalmente. Per lui il difficile arriva ora, dovendo amalgamare due gruppi diversi, creando le giuste alchimie che possano portarci al preolimpico di Bari più in forma che mai. Le motivazioni non mancano certamente, ma il gruppo almeno all’inizio procederà a due velocità e questo non è mai un momento facile da gestire. Speriamo che il ritiro dalle parti di Civitanova Marche, dove si respira ancora apertamente il profumo dello scudetto e della Champions League, possa essere un buon viatico per i nostri colori!

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