Andrea Gardini soddisfatto della “sua” Piacenza: “È la squadra che volevamo”

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Andrea Gardini e Hristo Zlatanov / Foto FIVB

Di Redazione

Andrea Gardini, nuovo coach di Piacenza è pronto a tornare ad allenare in Superlega. Intervistato dal quotidiano “Libertà”, il tecnico si sofferma a parlare della nuova squadra e degli impegni dei giocatori con le rispettive nazionali.

Gas Sales Piacenza al completo. Con l’ufficializzazione dell’arrivo dello schiacciatore italo olandese Kooy, il roster che affronterà la Superlega è fatto. Quattordici giocatori: due palleggiatori (Cavanna e Paris), quattro centrali (Stankovic, Krsmanovic, Tondo, Copelli), quattro schiacciatori (Yudin, Kooy, Berger, Botto), due opposti (Nelli, Fei), due liberi (Fanuli, Scanferla). E un tecnico, Andrea Gardini, che morde il freno per iniziare a lavorare in palestra. Anche se in realtà un assaggio c’è già stato.

Con l’arrivo di Kooy il roster è ora completo: soddisfatto? «Molto soddisfatto, è la squadra che volevamo, la società ha lavorato molto bene nonostante l’elemento di emergenza dettato dal fatto di essere arrivati in Superlega quando la campagna acquisti era già iniziata da tempo. E c’è da dire che in Italia si è ancora fortunati, in altri Paesi la campagna acquisto inizia in gennaio e chi sale dalla categoria inferiore ha grosse difficoltà. Società brava perché ha preparato per tempo alcune situazioni e poi le ha concretizzate a promozione avvenuta, nonostante gli ostacoli non siano mancati».

Di primo acchito sembra una Gas Sales d’attacco. «Vero, perché l’attacco è un elemento vincente nella pallavolo. Ma questa squadra può vantare giocatori in grado di dare equilibrio a ricezione e difesa, giocatori potenti in battuta e soprattutto capaci di alternare vari turni di battuta, giocatori che a muro possono ancora migliorare tantissimo. C’è tutto quello che serve da un punto di vista individuale, ora dobbiamo amplificare il tutto creando una squadra e non sarà un compito semplice, visto anche un calendario a dir poco tragicomico. Basti dire che i giocatori impegnati con la loro nazionale in Giappone in una Coppa del Mondo che non vale nulla perché non assegna nulla, saliranno sull’aereo per tornare nei proprio club quattro giorni prima dell’inizio del campionato. Come dire che chili paga, questi giocatori li vedrà 48 ore prima dell’avvio del campionato».

Problema che riguarda solo il campionato italiano? «Altri campionati partono una settimana dopo il nostro ed è già tanto. Ma certo si potevano studiare soluzioni diverse con la stessa Federazione Internazionale, ci volevano spazi di rispetto per gli stessi giocatori. Assurdo giocare cinque manifestazioni in una sola estate».

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