Samanta Fabris saluta l’Italia dopo sette stagioni: “Intanto inizio a studiare il russo”

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Ufficio Stampa Imoco Volley

Di Redazione

È tempo di saluti per Samanta Fabris, nelle ultime due stagioni opposto dell’Imoco Volley Conegliano. Dopo sette anni in Italia la giocatrice croata si trasferirà in Russia alla Dinamo Kazan. Intervistata da “La Tribuna di Treviso“, Fabris fa un bilancio finale.

Samanta Fabris ha salutato l‘Imoco e l’Italia dopo sette anni nel nostro campionato: la 26enne croata di Pola, dopo l’esordio a Chieri (in squadra con Bechis e Piccinini), ha giocato due stagioni a Modena (incrociando anche Folie), una a Novara e una a Casalmaggiore (con Tirozzi), prima di approdare all’Imoco nel ruolo che era stato per due anni di Ortolani.

In maglia gialloblù ha vinto due scudetti e una Supercoppa, raggiungendo anche le finali di Coppa Italia e Champions League: 90 gare giocate, tante quante gli aces (memorabili quelli dello scudetto 2018, quattro di fila in gara-4), 1228 punti realizzati, equamente distribuiti nelle due stagioni, con un’efficienza del 44%. Con questi numeri Fabris sarà il nuovo opposto della Dinamo Kazan, che vuole tornare a vincere sia nel campionato russo, sia in campo europeo.

“Sam”, al momento del suo arrivo in piazza Cima domenica, ha ricevuto un applauso caloroso tutto per lei. «Qui c’è un pubblico splendido, numeroso e presente anche nei momenti difficili. Sono sicuramente i migliori tifosi che io abbia mai avuto».

Il tempo dei saluti, già anticipato a marzo dai rumors su Egonu, alla fine è arrivato. Samanta, ti congedi con una certa serenità. «Sono sta bene qui all’Imoco, sono stati due anni meravigliosi, con una società molto ben organizzata, uno staff tecnico che lavora in modo eccezionale per far rendere al meglio noi atlete e uno splendido gruppo di compagne. Mi mancheranno».

Resta un po’ di rammarico per Berlino? «Partivamo alla pari, ma noi non siamo riuscite ad esprimerci di fronte alla loro aggressività; penso però che, guardando alla stagione nel suo complesso, il bilancio sia positivo».

Qual è stato il momento per te più bello di questi due anni da pantera? «Lo scudetto 2018, perché abbiamo faticato di più a conquistarlo e in tante abbiamo avuto problemi fisici lungo tutta la stagione. Ce lo siamo sudato e per questo vale di più».

Da domenica la tua Croazia, con cui avete vinto i Giochi del Mediterraneo, è impegnata nella Golden League nel girone con Austria, Ungheria e Francia; la Final Four è prevista in casa a Varazdin il 21 e 22 giugno, poi ci sono gli Europei ad agosto e avrai ancora Daniele Santarelli in panchina. «Passerò l’estate con la nazionale solo perché c’è lui; se dovessi ascoltare il mio corpo, dovrei riposarmi, dopo un anno in cui ho fatto più fatica e non sono riuscita a dare il 100%».

In realtà non hai avuto infortuni veri; allora cos’è successo? «È stata sbagliata la preparazione atletica, ma poi mi sono ripresa grazie ai nostri due fisioterapisti, che sono davvero speciali: i risultati miei e della squadra sono anche merito loro».

Hanno influito le voci di mercato? «No, è normale per noi atlete cambiare squadra. Mi hanno infastidito di più le critiche sul mio rendimento, quando non potevo e non riuscivo ad essere al massimo; ero sfiduciata, ma per fortuna in quel periodo è arrivata Karsta Lowe a dare una grossa mano».

Chi ti mancherà di più tra le compagne? «La mia compagna di camera era Rapha, ma con ciascuna, in modo diverso, si è instaurato un bel rapporto. Dopo gli Europei magari ci vedremo a casa mia in Croazia a fare una bella tavolata; intanto inizio a studiare il russo».

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