Il volley italiano a Palazzo Chigi. Giorgetti: “Mattarella mi ha chiesto di voi”

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Foto Rubin/LVF

Di Redazione

Il meglio del volley italiano ha sfilato a Palazzo Chigi per una vetrina di grande prestigio istituzionale. Questa mattina, nella splendida Sala degli Arazzi, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti ha ricevuto giocatori, allenatori e dirigenti delle cinque squadre italiane che hanno trionfato nelle Coppe europee, insieme ai massimi vertici della Federazione Italiana Pallavolo, della Lega Pallavolo Serie A maschile e della Lega Pallavolo Serie A Femminile.

L’evento fortemente voluto da Giorgetti, da sempre molto vicino al mondo della pallavolo, si è aperto con una dichiarazione particolarmente significativa del sottosegretario: “Il Presidente della Repubblica mi ha chiesto della pallavolo e prima della finale mi ha detto: ‘Quasi quasi vado a Berlino’. Da parte di Mattarella ci sono grande simpatia e attenzione per questa disciplina, i cui successi non sono passati inosservati“.

Per una volta – ha aggiunto Giorgetti – andiamo in Europa e dettiamo legge noi, evidentemente perché c’è una base, ci sono le giuste condizioni e la giusta chimica. Lo testimoniano da un lato la volontà di fare crescere giovani atleti e nazionali giovanili, dall’altro la capacità dei club di portare in Italia giocatori di caratura internazionale. Lo sport è un veicolo di promozione e riconoscibilità dei marchi: bisogna lavorare per coinvolgere gli sponsor, senza i quali diventa difficile competere ad alto livello

Sono felice – è la conclusione del sottosegretario – che il vostro e nostro mondo sia qui a Palazzo Chigi con tutte queste coppe: portano allegria in ambienti solitamente dediti ad altre tensioni“.

A seguire tutti gli interventi di club e istituzioni: tra gli ospiti anche il presidente del CONI Giovanni Malagò. Presenti molti giocatori protagonisti dei trionfi internazionali delle squadre italiane: Francesca Piccinini per l’Igor Gorgonzola Novara, Robertlandy Simon, Enrico Diamantini e Jacopo Massari per la Cucine Lube Civitanova, Giulia Leonardi per la Unet E-Work Busto Arsizio, Lorenzo Codarin per l’Itas Trentino, Serena Ortolani per la Saugella Monza, oltre a Valentina Tirozzi per l’Imoco Conegliano.

Ringrazio dell’invito, essere qui oggi è un motivo di orgoglio per tutto il nostro sport – ha detto Piccinini -. La presenza di tre squadre italiane in una finale di Champions League significa che in Italia c’è voglia di fare e di lavorare bene, e a Berlino l’abbiamo dimostrato“. Fabio Leonardi, patron della Igor, ha aggiunto: “Gli investimenti non sempre bastano per la vittoria: è una questione di organizzazione, attenzione ai dettagli, condivisione e visione della società come un’azienda“.

Sono felicissima – le parole di Giulia Leonardiperché sono tornata a Busto Arsizio e ho subito vinto un trofeo, mi mancava da anni. La società lo meritava per quanto lavora e crede in noi“. Accanto a lei il coach Marco Mencarelli e il presidente Giuseppe Pirola: “Per me è un bellissimo momento, vince la pallavolo femminile e maschile. Uno sport fantastico, da raccontare, uno sport per le famiglie, in cui credo tantissimo“.

Abbiamo ottenuto una Coppa sudata – ha rivendicato Serena Ortolani – ma vinta meritatamente. Il Vero Volley punta al futuro facendo un passettino ogni anno, e anche la prossima stagione avremo una grande squadra, di cui sono orgogliosa di fare parte“. Per il Consorzio presente anche il Presidente Alessandra Marzari: “Sono molto contenta di aver vinto, perché vincere significa che la mia idea di sport funziona. Il mondo va velocissimo ma è importante capire dove stiamo andando, avere una strategia per far sì che i tesserati siano sempre tanti ma senza perdere di vista la competitività. Da vice Presidente di Lega penso che avere un campionato forte sia molto importante. Da qui in avanti stare in vetta all’Europa sarà sempre più difficile, è importante fare sistema“.

La finale di Champions ci ha lasciato rammarico e dispiacere – ha ammesso Valentina Tirozzima non definisce la nostra stagione, che ci ha visto protagoniste. Abbiamo il merito di aver espresso un gioco mai visto, veloce e creativo, divertente, che può fare la differenza per chi ci guarda. La finale di Berlino è stata pazzesca: un impatto emozionale difficile da gestire e non semplice da tradurre in adrenalina. In quella situazione lo ha fatto meglio Novara“. E il presidente Piero Garbellotto ha aggiunto: “Abbiamo vinto tanti trofei negli ultimi anni, ma quelli che mi stanno più a cuore sono gli Scudetti del pubblico. Con 100.000 presenze al palazzetto siamo i primi per numero di spettatori nel settore femminile“.

Per l’Itas Trentino, Lorenzo Codarin ha ricordato quanto abbia faticato la squadra per raggiungere i grandi obiettivi del Mondiale per Club e CEV Cup, “soprattutto la seconda ottenuta con orgoglio, perché era l’unico trofeo che mancava alla nostra Società”. Il suo Presidente Diego Mosna ha ringraziato per l’invito a Palazzo Chigi e, parlando a nome della Lega Pallavolo, ha sottolineato lo stato di salute del Campionato. “Con la nostra SuperLega partivamo da lontano e guardiamo lontano. Abbiamo una personalità vivace e solida, siamo presi da esempio in tutto il mondo e con Volleyball Leagues Association siamo anche promotori dell’unione mondiale fra Leghe. E riusciamo a farlo per l’impegno di tutti gli imprenditori, alcuni dei quali sono qui oggi, che investono e credono nel nostro movimento di Club”.

E indirettamente altri complimenti sono arrivati anche da Robertlandy Simon, che ha lodato la sua Lube per i cinque incredibili giorni della scorsa settimana, ma ricordato anche che dovunque abbia giocato, dal Brasile alla Corea, “tutti guardano alla Lega Pallavolo italiana come al più bel Campionato del mondo, in cui sono felice di essere tornato per vincere”. Un doppio successo, quello della Cucine Lube, che come ha ribadito il patron Fabio Giulianelli, è frutto delle scelte estive, “di una squadra pensata per avere stress e fuoco, che ha fatto nascere un film che pareva di fantasia pura, quello dello Scudetto a Perugia: una sceneggiatura che se fossi stato un produttore avrei bollato come fiaba, ed è diventato quattro giorni dopo a Berlino pura fantascienza”.

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