Valentina Tirozzi sogna la seconda Champions: “Questa coppa possiamo perderla solo noi”

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Foto Ufficio Stampa Imoco Volley

Di Redazione

Valentina Tirozzi è pronta per la Finale di Berlino di Champions League contro Novara, in programma sabato 18 maggio alle ore 16.00 (diretta DAZN). La schiacciatrice dell’Imoco Volley, che ha già vinto la competizione con Casalmaggiore, ha dichiarato a “Il Gazzettino di Treviso” che arrivate a questo punto la Coppa la possono perdere solo loro.

«Questa coppa possiamo perderla solo noi». Valentina Tirozzi, schiacciatrice dell’Imoco, parte per Berlino ripensando a quel 10 aprile 2016 in cui, da capitana della Pomì Casalmaggiore, alzò la Champions League vinta al PalaGeorge di Montichiari contro il Vakifbank.

Avere esperienza in fatto di partite decisive per l’assegnazione di un trofeo aiuta, ma la campana trapiantata in Veneto invita a considerare le dovute differenze: «Credo che ogni partita faccia storia a sé, perciò a Berlino vivremo un’esperienza totalmente nuova anche per me. Ho già vinto una Champions ma ogni competizione è un’esperienza irripetibile. Quest’anno poi c’è una formula nuova dopo l’abolizione della Final Four: sabato dovremo essere fredde al punto giusto ma anche aggressive, con l’obiettivo di portare a casa il prima possibile la posta in palio. È una prima esperienza anche per me, completamente diversa da quelle giocate in passato. Adesso però siamo così vicini a questa Champions che sarebbe un peccato lasciare a qualcun altro, italiano o meno. È vero, il nostro percorso in Europa è stato meno lineare rispetto a quello del campionato, ma questo elemento può tornare a nostro vantaggio perché abbiamo saputo soffrire e avere pazienza, e quando è stata l’ora di affrontare grandi squadre le abbiamo sconfitte. Questo ci deve dare forza, fiducia e consapevolezza che la coppa possiamo perderla solo noi» è il grido di battaglia di Tirozzi, secondo la quale al di là del risultato della partita di sabato «il ritorno della vittoria della Champions in Italia dopo tre anni è motivo di grande orgoglio perché dimostra che il nostro movimento è in salute. Lo stiamo vedendo anche in nazionale e nei prossimi anni ne avremo la riprova».

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