Anderson a Modena. “Giocherò con Christenson e Holt. L’Italia è un paese più semplice per noi americani”

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Foto Instagram Matt Anderson

Di Redazione

Torna in Italia e più precisamente a Modena, Matt Anderson, dopo otto stagioni passate con la maglia dello Zenit Kazan con il quale ha vinto tutto quello che si poteva vincere con un club. Il giocatore americano che svela il ruolo che ricoprirà con la maglia dei canarini nel prossimo campionato, ha rilasciato una bella intervista alla web tv del suo club russo, ripresa oggi su “Il Resto del Carlino Modena“.

Sulla Web Tv dello Zenit Kazan Matthew Anderson rilascia una bella e appassionata intervista sulla stagione in corso, sull’estate americana, e sul suo approdo a Modena tra qualche mese: «Non c’era una ragione precisa per cui io dovessi fare l’annuncio della mia firma con Modena prima o dopo — racconta l’americano — ma molte persone hanno iniziato a chiedermelo così ho deciso di far uscire la notizia, per poi concentrarmi solo ed esclusivamente sulla fine della stagione col mio team, sulla finale di Champions e quella del campionato russo. Dopo ci sarà l’estate con la Nazionale. Terminata quella penserò a Modena».

Cosa è cambiato nella testa dell’uomo Anderson, per fargli prendere una decisione così drastica sul suo futuro? «Niente in particolare — continua il neo gialloblù — forse a Kazan sarei stato più rilassato, ma per me non c e nessuna pressione nel cambiamento oggi, penso solo alla prossima partita. Qui in Russia il primo anno forse è stato difficile, ma stagione dopo stagione ho capito che era stata la scelta giusta».

Perché ora Modena? «Non è una sola questione, siamo persone, non macchine: l’ambiente, la vita diversa, ma anche la pallavolo, là giocherò con Christenson e Holt. In sintesi l’Italia è un paese più semplice per noi americani. No, non è una questione di neve o clima, sono tante cose combinate insieme. Avevo pensato di andare un paio di anni fa, ma non ero pronto: non volevo lasciare questo alto livello, ero consapevole che rimanere a Kazan mi avrebbe fatto ancora crescere come giocatore e come uomo. È stata la decisione giusta, ora sono pronto per cambiare».

Non prima di aver azzannato l’ennesima finale di Champions League (sarebbe la sesta consecutiva) della sua sbalorditiva carriera con lo Zenit.

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