Barbolini all’attacco dei calendari: “Non si può giocare a questi ritmi”

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FOTO FILIPPO RUBIN / LVF

Di Redazione

Massimo Barbolini va all’attacco: obiettivo, i calendari troppo serrati della pallavolo femminile. Dopo la sudatissima vittoria della sua Igor Gorgonzola Novara in gara 3 dei quarti di finale contro Firenze, l’ex coach della nazionale ha incentrato il suo intervento in sala stampa sulle difficoltà causate dagli impegni ravvicinati: “Lo dico adesso che abbiamo vinto, se avessimo perso non mi sarei mai sognato di farlo. Questo è un ritmo che non si può tenere, perché va a scapito dello spettacolo e può provocare infortuni“. Il riferimento è, tra l’altro, ai problemi muscolari accusati da Stefania Sansonna, costretta a uscire dal campo nella fase clou della partita.

Ora ci aspetta una striscia di 8 partite in 18 giorni – continua Barbolini – una ogni 54-56 ore. Non mi sembra che abbia senso. Non è una critica ai dirigenti della Lega, che anzi si sono impegnati per fare diversamente. La maggioranza delle società ha deciso così, ma secondo me è sbagliato e penso vada a scapito delle squadre di alto livello, che rischiano di arrivare alle sfide decisive senza giocatori importanti. A questo ritmo le partite si vincono più con la forza della disperazione che con la tecnica“.

Il coach di Novara rivolge il suo sguardo anche alla prossima stagione: “Pensare di fare una serie A1 a 14 squadre senza turni di riposo, in un anno che già di per sé sarà brevissimo, è impossibile. Non si può poi meravigliarsi se anche squadre che investono qualche milione di euro non arrivano alla fine. Bisogna che si faccia un minimo di attenzione a questo tema“.

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