Aimone Alletti: il bilancio di Verona e la nuova famiglia “allargata”

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Ufficio Stampa Verona

Di Roberto Zucca

Ha saputo cogliere le opportunità offerte da una stagione all’insegna del waterfall. A cascata sul finale di campionato, dal quale ci si aspettava qualcosa di più. Ma Aimone Alletti analizza con lucidità una stagione a sicuramente buona con la maglia della Calzedonia Verona:

È stata una stagione in crescendo, con i piani di gioco rivisti all’inizio dopo gli infortuni. L’arrivo di Matej ci ha dato una grandissima mano. Siamo arrivati ai playoff con la consapevolezza di aver fatto tie break con le prime quattro della classe. Non siamo riusciti a sfruttare le occasioni di gara 1 a Civitanova. La sconfitta l’abbiamo pagato perché loro hanno giocato con il braccio più sciolto.

L’arma in più di Civitanova?

Hanno fatto la loro partita. Punto. Simon ha fatto sette aces, ma siamo comunque riusciti a stare in campo quattro set. Non era facile. Ci abbiamo provato.

Siete stati sostenuti da un afflusso incredibile di tifosi. Verona crede molto nel volley?

Il pubblico è stato incredibile in gara due. In certi momenti non riuscivo a sentire nemmeno me stesso. Credo che sia una città che ha voglia di vedere il grande volley sempre e comunque.

Questo per lei è stato un anno molto particolare. Quanto è cambiato Aimone Alletti dopo l’arrivo di Aria?

Beh, la vita con Aria è notevolmente cambiata. Siamo stati travolti dal suo amore, dai suoi ritmi e da una vita che inevitabilmente cambia. Non riesco a stare lontano da lei e da mia moglie nemmeno un giorno perché è il meccanismo di chi ha fortemente cercato e voluto una famiglia così.

Siete una famiglia veramente allargata, vista sui social…

(ride) “Intendi per la presenza di Mike (il suo inseparabile alano, ndr)? Beh, anche lui adesso dopo averla studiata, e annusata si è abituata alla sua presenza ed è pazzo di lei.

Ha scritto un messaggio per suo padre qualche settimana fa molto toccante…

È un’assenza alla quale non ti abitui mai. Ho scritto quel post pensando non solo alla festa, ma al ruolo che mio papà avrebbe avuto nella mia vita e in quella di Aria. Noi padri, prima di diventarlo, siamo stati figli ed io dovrò essere bravo a sopperire quell’assenza con i racconti e le condivisioni, perché mi rendo conto che la figura di un padre che manca è una mancanza anche per una nipote. Spero, come detto, di essere per Aria almeno la metà di quello che mio padre è stato per me.

Immagino le manchi condividere i suoi traguardi sportivi con suo padre…

Immensamente. Soprattutto quando vorresti vederlo di fianco, a fine partita, alle persone più importanti.

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