Garbellotto: “Le differenze tra le squadre turche e quelle italiane? Le risorse economiche. La mancanza di Easy…”

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Foto Imoco Volley Conegliano

Di Redazione

Niente da fare per l’Imoco Volley Conegliano e la Savino del Bene Scandicci nei quarti di Finale di Champions League contro due formazioni turche. Il presidente delle pantere, Piero Garbellotto, intervistato da “Il Gazzettino Treviso“, ha dichiarato che il gap tra i due paesi è da ricercarsi nelle risorse economiche:

“La differenza la fanno in primo luogo le risorse economiche. Negli ultimi anni la Turchia ha avuto una capacità di spesa che valeva 4 o 5 volte quella del movimento pallavolistico italiano. Oggi magari questa capacità vale 3-4 volte la nostra, ma la differenza è sempre importante. Non riusciamo a fronteggiare i loro budget, che a volte sono integrati da banche importanti, in certi casi anche nazionali. In Italia, invece, le squadre sono tenute in piedi da sponsor privati. Non dimentichiamo poi che Istanbul conta 15 milioni di abitanti, mentre l’intera Marca non arriva al milione. Numeri che ci fanno capire il diverso bacino di utenza, anche in termini di budget. Nonostante queste differenze finora le squadre italiane hanno sempre venduto cara la pelle, come dimostrano la vittoria di Casalmaggiore e i nostri podi degli ultimi due anni. Si può supplire alle minori risorse economiche muovendosi sul mercato con oculatezza e qualche tocco di creatività italiana“.

Analizzando lo 0-3 di mercoledì, il presidente gialloblù sostiene che all’Imoco “sia mancato qualcosa, ma non così tanto. Si è sentita la mancanza di Megan Easy? Fare nomi è sempre antipatico, ma a inizio stagione la squadra era stata costruita con un roster profondo per affrontare anche le partite più importanti e l’assenza per infortunio, già da novembre, di Easy e la mancanza di un cambio pesante si sono fatte sentire“.

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