Simone Parodi: “Nazionale? Io ci credo!”

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Paola Libralato

Di Roberto Zucca

C’è un’immagine che riassume il percorso fatto da Simone Parodi durante questa stagione: è quella di un bagher pubblicato sulla sua pagina Instagram. Un’esecuzione perfetta, figlia di una scuola, quella di Cuneo, che nelle mani e nelle braccia di Simone ha lasciato una tecnica e un’armonia di esecuzione che oggi si fa fatica a trovare negli altri posti quattro della Superlega.

Partiamo da quel bagher cliccatissimo Parodi?
“È più che altro figlio di alcune settimane nelle quali il destino e le circostanze mi hanno fatto cambiare momentaneamente ruolo. Quando Fede (Tosi ndr) è venuto meno, ho cercato di sostituirlo al meglio e non era facile perché ha fatto una prima parte della stagione molto buona. Per qualche settimana ho dovuto riprendermi da un fastidio alla spalla che mi ha impedito di attaccare e cimentarmi al ruolo di libero era il giusto compromesso per riprendermi”.

Il suo ritorno è coinciso con la salvezza di Latina. Obiettivo non scontato visto il livello di quest’anno.
“È stato un anno abbastanza difficile perché ogni squadra si è dimostrata in grado di poter conquistare gare sulla carta complesse. Abbiamo lottato più del previsto per raggiungere la salvezza e la conquista ottenuta qualche giorno fa ci ha dato l’entusiasmo giusto per il finale di stagione”.

Cosa ci sarà per lei dopo il finale di stagione?
“Spero l’azzurro”.

So che quest’anno ci tiene particolarmente…
“Lo ammetto. Io ci credo, ci credo fortemente perché voglio fare di più rispetto alla scorsa stagione. Ho lavorato duramente e per me non dico sia un dovere morale esserci ma è un qualcosa in cui mi sento particolarmente coinvolto”.

Domenica lei, Kovar e Juantorena avete postato una foto assieme in cui Juantorena ha ironizzato sulla sua presenza…sarebbe un bel tris d’assi?
“(ride ndr) Non mi occupo di fare le convocazioni e Osmany voleva scherzare domenica”.

Che cosa potrebbe dare in più a questa nazionale?
“Mah, non è una questione di dare qualcosa in più, ma di quanto si è disposti a mettersi in gioco per quella maglia”.

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