La schiacciata al razzismo di Miriam Sylla

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Federvolley

Di Redazione

Il razzismo, il 2018 e la pallavolo. In questi giorni ha fatto molto parlare, fortunatamente in positivo, il bellissimo lavoro realizzato in collaborazione tra Miriam Sylla e il The Owl Post. Vogliamo proporvi un estratto molto toccante (clicca qui per il contenuto integrale):

I bambini sono cattivi senza saperlosi dice.

In Italia non esiste ancora la piena integrazione, si dice.

A qualunque offesa è bene non rispondere alzando le manisi dice.

Ma del fatto che qualcuno possa dirti negra, oppure puzzi, oppure sei fatta con la merda, nessuno ti avvisa, perché come fai a prevederlo?

Come fai a spiegare ad una bambina che qualcuno potrebbe farlo sul serio?

Sul pullman per andare a scuola c’erano 4 ragazzi, sempre loro, che prendevano il mio zaino, lo aprivano e buttavano la mia roba ovunque, in mezzo ai sedili, mentre mi prendevano in giro pesantemente. 

Non te lo dimentichi. Non te lo puoi dimenticare.

E non mi scordo neppure la frustrazione che sentivo nel non potergliele suonare, nel potermi ribellare solo a metà, perché avevo promesso ai miei genitori che mai, mai, avrei alzato le mani su qualcuno.

Non ha senso dispiacersi per le cose passate, quantomeno non quando ti sono servite ad imparare qualcosa e dalla mia infanzia io sono uscita con la voglia di non farmi mai mettere i piedi in testa, perché in questo mondo o tiri fuori i denti o ti mangiano, non esistono tavoli per due”.

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