Koyomi Tominaga e la lingua italiana. Differenze di mentalità ed educazione sportiva tra Giappone e Italia

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Ufficio Stampa Lardini

Di Redazione

Arrivata in estate alla Lardini Filottrano, è stato una degli acquisti più importanti per la formazione marchigiana, Koyomi Tominaga. La palleggiatrice giapponese, si è raccontata al “Corriere Adriatico – Edizione Marche” in una bella intervista realizzata da Fabio Lo Savio, di cui vi proponiamo un estratto.

La palleggiatrice nipponica della Lardini, classe ’89, ha infatti parlato delle differenze tra la realtà giapponese e quella italiana:

Il sistema scolastico giapponese favorisce lo sport ed è lì che ho cominciato a giocare a pallavolo. Sto imparando le prime parole di italiano – anche grazie alla traduttrice Atsuko Niwa, che mi aiuta quotidianamente, in ogni ritaglio di tempo cerco di studiare, ma il problema della lingua c’è comunque. All’inizio ho fatto più fatica e mi aiutavo con l’inglese, ma ora sto imparando l’italiano e capisco le parole quando guardo attentamente il volto di chi mi parla. Parlare invece è più difficile ma qualche parola riesco a dirla. L’altezza e la forza della palla in questo campionato sono sorprendenti. Il mio muro nel campionato giapponese non è basso, invece in Italia molti palloni passano sopra le mie mani”.

Quali differenze ha trovato tra le squadre giapponesi e quelle italiane?
“In Italia il confronto tra giocatrici e allenatore è molto più intenso e diretto: la ritengo una buona cosa. In Giappone c’è una forma maggiore di rispetto per l’età e per il ruolo che ciascuno ricopre mentre qui è tutto molto più amichevole ed anche i dirigenti sono molto simpatici. In Giappone è improbabile vedere il presidente che assiste agli allenamenti mentre qui c’è una bella partecipazione. Qui abbiamo più tempo libero di quanto non ne avessi in Giappone ed anche non aver fatto vacanze è normale nella vita di una professionista e non mi pesa”.

L’avvio della sua esperienza italiana è stato movimentato, considerando l’arrivo subito dopo il Mondiale e l’esonero di coach Chiappini dopo poche giornate:
“Mi sono dispiaciuta per Luca Chiappini perché se avessimo fatto buoni risultati non sarebbe stato esonerato. La vittoria con Cuneo è stata molto importante e nei giorni successivi, a Filottrano, tanta gente mi si è avvicinata per salutarmi e ringraziarmi e ciò mi ha reso molto felice”.

La gestione Schiavo ha cambiato il metodo di allenamento:
“Ora la qualità e la quantità dell’impegno sono aumentate”.

(Fonte: Corriere Adriatico – Edizione Marche)

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