Il “nuovo” Lanza: “A Perugia prima giocavo con i tappi nelle orecchie, ora invece…”

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Foto: Michele Benda per LegaVolley

Di Redazione

Aveva iniziato la stagione nei peggiori dei modi la Sir Safety Conad Perugia, che però pian piano si è ritrovata e ora è al comando della Superlega dopo sette giornate. Insieme alla squadra è cresciuto anche lo schiacciatore Filippo Lanza, dopo un avvio altalenante, come riportato dalla “Gazzetta dello Sport” nell’intervista pubblicata oggi.

Il fine settimana di Supercoppa era apparsa come la prima crepa nel giocattolo Perugia che nella scorsa stagione aveva centrato il triplete. Gli addii a Zaytsev, Anzani e Russell e le due sconfitte nel 1° trofeo dell’anno contro Trento e Civitanova avevano fatto suonare un piccolo campanello d’allarme con il tecnico Bernardi che aveva parlato di «malato che ha bisogno di un lungo percorso di guarigione». Poco più di un mese dopo quel malato è scomparso. I campioni d’Italia della Sir godono di ottima salute e, guardando tutti dall’alto dei 21 punti (con solo 3 set lasciati per strada), possono mettere in mostra il talento di Wilfredo Leon e la grande voglia di rilancio di Filippo Lanza.

Con le tre vittorie negli scontri diretti con Trento, Civitanova e Modena, il trend della passata stagione non sembra cambiare. Tutti dietro Perugia. «Siamo felici perché ci siamo ripresi dopo la falsa partenza in Supercoppa che è stata una delusione per tutti. Da lì abbiamo ricominciato grazie a un gruppo che da subito si è dimostrato solido e ben costruito» racconta lo schiacciatore azzurro Filippo Lanza.

Dall’anno scorso non sembra sia cambiato molto: Perugia vince e le altre big inseguono… «Stiamo attraversando un processo di ricerca per trovare il nostro gioco migliore e siamo stati bravi a sfruttare gli scontri diretti che avevamo in casa, con Trento e Modena. E poi abbiamo completato l’opera a Civitanova. Ora sappiamo che sarà più complicato ma siamo consapevoli che possiamo alzare il nostro livello di gioco».

Da avversario a Perugia giocava con i tappi nelle orecchie, ora da giocatore degli umbri è spinto dall’entusiasmo del tifo di casa. «E’ vero. Lo facevo per evitare il ronzio che poi rimane dopo essere stato per tanto tempo in quel frastuono, lo stesso effetto che fa dopo una notte in discoteca. Ma da giocatore di Perugia ora posso godere di questo fantastico tifo. Giochiamo con un incitamento costante, non siamo mai soli. Hanno una grande capacità di resistenza e giocano anche loro una partita come la nostra».

Da 19 anni, dopo 7 giornate, non c’era un divario casi netto tra la prima e l’ultima del campionato: Perugia 21, Castellana Grotte 2. « È comunque un campionato equilibrato e difficile dove si possono perdere punti dovunque come dimostrano Modena e Trento che hanno vinto al tie break a Castellana Grotte. Guardando le nostre rivali Civitanova ha avuto qualche difficoltà ma comunque non è da sottovalutare, Modena ha perso solo contro di noi, Trento ha avuto un calendario duro con scontri diretti tutti in trasferta (k.o. a Perugia per 3-1 e a Civitanova 3-2, n.d.r). E’ presto per dire che si è tornato al passato con una squadra che può dominare dall’inizio alla fine».

A Perugia Lanza si è ritrovato dopo un Mondiale non al massimo. E ha ritrovato anche la battuta. Cos’è cambiato? «Sono molto contento del mio rendimento e soprattutto del fondamentale della battuta. È la cosa che mi ha dato più pensieri in questo periodo. Bernardi mi ha aiutato tanto trasmettendomi fiducia e tranquillità. E poi con un gruppo forte come quello con Leon, Atanasijevic, Podrascanin e De Cecco hai la certezza che la partita può sempre cambiare. Sei più sereno perché la responsabilità non ricade tutta su di te».

Ma ha cambiato qualcosa nel gesto del servizio? «Le caratteristiche tecniche variano. Dipende dal momento. Ho provato a ridurre il lancio della palla, ad aumentarlo, ho cambiato tipo di colpo provando anche il servizio flottante. Ma la cosa più importante è l’aspetto psicologico».

Ripensa mai al Mondiale? «Dispiace molto per come è andata. Speriamo di avere la possibilità in futuro di dimostrare nuovamente il nostro valore. Non eravamo fenomeni dopo l’argento di Rio 2016 e non siamo brocchi oggi».

In campo sta vincendo. E nella sua attività imprenditoriale con la linea d’abbigliamento sportivo Ninesquared? «Non siamo ancora a 2 anni di vita e siamo già entrati in 40 negozi. Ora vorremmo iniziare anche a organizzare eventi. Abbiamo già fatto qualcosa con il Trofeo delle Regioni, ora vediamo se riusciremo con la Lega pallavolo. Ma il mio lavoro resta la pallavolo».

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