Non c’è pace per Bergamo. Coach Bertini: “Crisi? Non è l’ora di puntare il dito contro qualcuno”

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Foto Zanetti Bergamo

Di Redazione

Continua il cammino “disastroso” della Zanetti Bergamo che non trova pace. Zero vittorie in quattro partite e un solo set conquistato. Nessuno se lo sarebbe aspettavo visto il bel precampionato disputato dalla formazione orobica. Neanche il tecnico Bertini, riesci a spiegarsi quanto sta accadendo alla sua squadra, come lui stesso ha dichiarato a “L’Eco di Bergamo”.

Domenica pomeriggio, pochi minuti dopo l’amara conclusione della partita, culminata nell’ennesima sconfitta senza punti, coach Bertini era semi-accasciato sulla panchina. Solo, lo sguardo perso nel vuoto, era l’immagine della delusione. Abbiamo avuto la sensazione, avvicinandolo e sedendogli accanto, che il giornalista tra i piedi, in quel momento, non fosse il classico rompiscatole da sopportare. Ma, piuttosto, un volto amico con cui condividere l’amarezza del momento, davvero fortissima.

«Così a caldo – ci ha detto Bertinifaccio fatica a trovare una ragione a quanto è successo. Intendo una ragione prevalente. C’è un concorso di fattori che ha determinato questo risultato negativo. Uno, ad esempio, è il contrattacco, fase di gioco che non abbiamo sfruttato come avremmo dovuto. Ma poi penso anche alla fragilità del muro e della difesa bassa, situazioni di gioco che in settimana vengono curate con particolare attenzione: voi che seguite abitualmente i nostri allenamenti ne siete testimoni. E poi: qualche palla può anche passare dal muro, è più che normale, ma non è detto che poi debba cadere per terra. Invece, contro Firenze è accaduto tante volte, troppe. Escludo che sia un problema di preparazione del match: lo dimostra il fatto che il primo set è stato giocato bene e vinto. Così come era stato giocato bene il primo set contro Busto Arsizio. Dobbiamo fare, tutti insieme, una analisi più approfondita e continuare a lavorare in palestra con impegno e serietà».

Richiesto di un parere sul fatto che la nuova regista Cambi non sembra avere in mano la squadra, il tecnico è lapidario: «Questa non è l’ora di puntare il dito contro qualcuno, creando magari alibi per altri. La pallavolo è uno sport di squadra: si gioca, si vince e si perde tutti insieme, nessuno è legittimato a chiamarsi fuori».

Sull’eventuale aggiornamento degli obiettivi – soltanto tre settimane fa si parlava di inserimento della Zanetti subito a ridosso delle quattro-cinque squadre destinate a lottare per lo scudetto – Bertini preferisce navigare a vista: «In questo momento – osserva – non avrebbe senso lanciare lo sguardo troppo avanti. Il realismo ci impone di vivere alla giornata, focalizzando un obiettivo alla volta. Soltanto dopo che saremo riusciti a mettere insieme qualche risultato positivo e a migliorare la classifica potremo azzardare programmi a medio termine».

 

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