Kamil Rychlicki, da posto quattro ad opposto titolare a Ravenna

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Foto LVM (Consar ravenna - Tonno Callipo Vibo Valentia)

Di Redazione

Conosciuto inizialmente ai media solo per il fatto che fosse il primo lussemburghese a giocare nel campionato italiano, Kamil Rychlicki, opposto della Consar Ravenna (anche se in realtà è uno schiacciatore/ricevitore), si è messo in mostra in queste prime giornate di Superlega, facendosi conoscere anche per le sue doti tecniche, come riportato nell’edizione odierna del “Corriere dello Sport”.

Gli “opposti per caso” di Ravenna non tradiscono mai. Lo scorso anno fu Paul Buchegger; arrivato come riserva del cubano Gutierrez, a sfruttare al meglio l’occasione che lo portò ad essere il secondo miglior attaccante sella Superlega. Quest’anno tocca a Kamil Rychlicki, martello ricevitore che finora aveva fatto parlare di se più per il fatto di essere il primo lussemburghese a giocare nel massimo campionato italiano che per le sue effettive qualità pallavolistiche che in pochi conoscevano.

Fra quei pochi c’era Marco Bonitta che lo ha voluto in Italia scommettendo forte su di lui e, proprio come accadde per Buchegger lo scorso anno, diffidando chiunque lo chiamasse “riserva”. Sono bastati pochi allenamenti e una amichevole a convincere il coach giallorosso Gianluca Graziosi, alle prese con gli acciacchi di Argenta, a schierare Rychlicki in diagonale con Saitta dall’esordio in campionato contro Milano.

Scelta ripagata da una serie di ottime prestazioni del lussemburghese, protagonista anche domenica sera contro Vibo, implacabile in attacco, a tal punto da occupare, dopo cinque giornate, il terzo posto nella speciale classifica degli attaccanti e il quarto in quella dei punti fatti con percentuali superiori al 52%.

IL PASSATO. Ventidue anni appena compiuti, Rychlicki è un prodotto del vivaio dello Strassen, con cui ha vinto ben tre campionati e quattro coppe lussemburghesi ed era, ragazzino, sugli spalti a stropicciarsi gli occhi quando quella che sarebbe diventata a breve la sua squadra eliminò (sorpresa delle sorprese) Modena dalla Challenge Cup il 20 dicembre del 2011 al Golden Set. Quel giorno, forse, scattò nella sua testa l’idea che prima o poi avrebbe giocato nel massimo campionato italiano e, per uno come lui, abituato a centrare gli obiettivi, volere è potere. A proposito di obiettivi, lo scorso anno Rychlicki ha vinto tutto quello che si poteva vincere in Belgio con la maglia del Noliko Maaseik, club nel mirino dei talent scout italiani da quando in panchina sedeva Anders Kristiansson e in campo imperversava Richard Schuil. Il cognome tradisce le sue origini che sono polacche. «Ho iniziato a giocare a pallavolo quando avevo 8 anni – prosegue – i miei genitori erano giocatori professionisti ed entrambi hanno vestito la maglia della nazionale della Polonia, perciò è stato naturale, quasi inevitabile scegliere questo sport. Lo Strassen, la mia squadra lussemburghese, era dominante nella prima serie locale, mi sono preso delle belle soddisfazioni nelle giovanili e dopo la fine della scuola ho deciso di scegliere anch’io la carriera di professionista. Seguo da tanto il campionato italiano e conoscevo Ravenna perché qualche anno fa qui giocò Piotr Gruszka, uno dei miei idoli di gioventù».

In Romagna non sono passate inosservate la sua potenza e la sua capacità di variare i colpi di attacco ed eccolo sbarcare in Italia, a Ravenna dove ha già fatto incetta di fans tra le giovanissime (ma non solo) per via dell’occhio verde, del capello lungo e biondo (rigorosamente raccolto durante le partite), del pizzetto ben curato, un look adottato già lo scorso anno in Belgio e affinato strada facendo. «Fino a qualche settimana fa i giornali mi avevano notato solo per la mia provenienza – ha dichiarato qualche settimana fa – il mio obiettivo è conquistare qualche spazio sui media per via delle mie prestazioni». Detto, fatto perché in questo primo scorcio di stagione ha stupito la naturalezza e la determinazione con cui ha affrontato l’impatto con la Superlega, risultando letale per tante difese avversarie in un ruolo non suo e che aveva ricoperto sporadicamente in carriera finora.

IL RUOLO. Una scommessa vinta, quella del ruolo di opposto, che viene vista da Rychlicki come un passaggio occasionale e non come un possibile sviluppo del suo percorso. «Sono un posto 4 e voglio rimanere tale – dichiara – mi piace giocare martello ricevitore ma se c’è bisogno sono a disposizione del tecnico sempre. Il segreto? Una grande preparazione, ho lavorato tantissimo dal punto di vista atletico, in modo diverso e per me più efficace rispetto alle scorse stagioni e in questo momento mi sento molto bene».

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