Suor Giovanna: “Alle giovani aveva insegnato che nella vita bisogna sempre lottare come quando si è sotto rete”

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Di Redazione

Se ne è andata troppo presto. Sara Anzanello ha lasciato un ricordo indelebile in tutte le persone che l’hanno conosciuta. Suor Giovanna, Presidente dell’Agil Volley e Luciano Pedullà, suo ex allenatore, la ricordano così nell’intervista pubblicata dal “Corriere dello Sport”.

«È arrivata a Trecate altissima e grandissima». È questa l’immagine che Suor Giovanna custodisce del giorno in cui Sara Anzanello ha varcato per la prima volta i cancelli della sede Agil di Trecate all’età di soli 17 anni.

Una giovane che ha lasciato un segno indelebile alla presidentessa della Igor Novara: «L’abbiamo strappata dal pianoforte portandola alla pallavolo, così ci diceva sempre lei – ha ricordato Suor Giovanna – era una ragazza solare e piena di energia. Ci raccontava infatti che grazie all’Agil era cresciuta come giocatrice e persona, merito anche del contributo di Luciano Pedullà. Insieme abbiamo condiviso tanti anni, poi ha imboccato una nuova strada».

Novara però è rimasta nel suo cuore tanto da tornarvi nel 2015 con i colori della B1: «La sua forza le ha consentito di rimettersi in forma dopo l’intervento – ha aggiunto Suor Giovanna – inoltre aveva una motivazione grandissima. Alle giovani della B1, con cui amava condividere il proprio tempo, aveva insegnato che nella vita bisogna sempre lottare come quando si è sotto rete».

In quell’estate del 1999, Luciano Pedullà non ebbe alcun dubbio nel puntare su di lei: «Ho avuto modo di seguirla durante la sua corsa verso la massima serie – ha commentato il coach piemontese – ricordo tra l’altro che la sua prima uscita dopo l’operazione al fegato fu in occasione di una cena a casa mia. Aveva tanta voglia di crescere – ha aggiunto – i primi anni a Trecate ci allenavamo con la rete che arrivava addirittura a 2 metri e 43».

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