Cester sulla nazionale: “Juantorena lascerà, io ho già 30 anni e non vedo un futuro in azzurro”

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Enrico Cester
Enrico Cester

Di Redazione

Enrico Cester è tornato a parlare, dopo l’esclusione dai Mondiali, in un’intervista rilasciata al quotidiano La Tribuna di Treviso. Oltre alla rassegna mondiale, il centrale della Lube si è soffermato anche sulla prossima Supercoppa Italiana, dove i cucinieri incontreranno l’Azimut Modena di Zaytsev e Velasco:
“E non solo: ci sono anche i miei compagni di nazionale Anzani, Mazzone e Rossini, gli americani Holt e Christenson. Nessuno, nemmeno Perugia e Trento, avrà una grande preparazione; è un peccato per la gente che paga il biglietto per vederci. Daremo il massimo fin da subito per riportare qui il trofeo dopo 4 anni”.

Chi sono i favoriti della Superlega?
“Perugia, che è rimasta quasi invariata e ha preso Leon, che fa squadra da solo; noi per i tanti rinforzi che ci obbligano a vincere (il cubano Simon, l’americano Sander, il brasiliano Leal, ndr) e Modena, di cui ho già detto”.

La Polonia era davvero la più forte del mondiale?
“Secondo me gli Usa sono superiori come talento, ma la Polonia ha certamente meritato la vittoria, facendo pesare ancora di più le assenze del Brasile”.

E l’Italia?
“Onestamente siamo ancora una gradino sotto rispetto alle prime quattro. Il quinto posto è quello che valiamo oggi e ha migliorato notevolmente il risultato dei Mondiali precedenti. Appena abbiamo trovato squadre forti, siamo andati in difficoltà. Vedremo cosa succederà agli Europei l’anno prossimo e alle Olimpiadi nel 2020, dato che in nazionale ci sarà rinnovamento: Juantorena lascerà, io stesso ho già 30 anni e non vedo un futuro in azzurro, anche perché ci sono molti giovani interessanti su cui puntare”.

I tifosi si sono di nuovo innamorati della nazionale e della pallavolo.
“E’ stato impressionante e sorprendente vedere sempre pieni gli spahi dovunque abbiamo giocato: anche gli ascolti televisivi sono stati molto alti. E’ un bene per il movimento e vorremo che il seguito ci fosse anche per il campionato, che è il più bello del mondo; peccato però che i palinsesti siano stracolmi di calcio e il volley sia relegato a un paio di gare sul 58 di Raisport”.

Oltre al risultato sportivo cosa le resta della rassegna iridata?
“L’organizzazione è stata impeccabile. Non siamo abituati ad essere scortati fin dentro i palazzetti senza perderci nel traffico delle città»

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