Siena, la bellissima realtà che sta facendo sognare il mondo del volley

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Di Redazione

Attenzione a definire Emma Villas Siena una neo promossa. La squadra di coach Cichello è certamente alla sua prima stagione in SuperLega, ma il livello del sestetto è senza dubbio molto alto.

Giammarco Bisogno, presidente della squadra toscana, si racconta a 360° ai microfoni di Volley News. Da quel fatidico 18 novembre 2017, alla promozione in A1, passando per il mercato, la città, la tifoseria e il palazzetto.

Presidente Bisogno, il suo impegno nel volley è davvero notevole
“E’ un movimento che ha bisogno di grande sostegno. Io sono un grande appassionato di calcio però da quando mi sono avvicinato alla pallavolo, ne sono diventato un grande fan. Penso che questo movimento sportivo debba essere raccontato ancora di più. E’ uno sport con dei valori molto molto positivi in cui competizione e fair play vanno di pari passo”.

Quali sono state le prime emozioni dopo l’accesso in SuperLega?
“Penso allo spettacolo che andremo a vivere al PalaEstra a Siena. Tutt’oggi non ce ne rendiamo conto perché è un’esperienza che non abbiamo ancora vissuto, però spesso ci penso e un po’ di brividi mi vengono. Pensare che numerose stelle della pallavolo possano venire nel nostro palazzetto è un’emozione unica nonché una grande responsabilità per la città di Siena e la Toscana intera”.

Dopo tre stagioni in A2 vi sentite cambiati?
“Più maturi. C’è la percezione che Siena e provincia abbiano veramente preso in braccio questo progetto con grande attesa e vicinanza. Stiamo lavorando con molta voglia e molta passione. Abbiamo inserito ultimamente nell’organizzazione societaria due o tre figure che credo possano porre Emma Villas a livello societario tra le squadre più organizzate della SuperLega.”

Avete avuto la paura di perdere il treno come nella scorsa stagione?
“A un certo punto di questa stagione mi sarei augurato una fine come quella dello scorso anno cioè con la vittoria della coppa Italia. A Catania quando abbiamo cambiato l’allenatore ero veramente preoccupato per il futuro della squadra. Si poteva prospettare un campionato di bassissimo profilo. Quel 18 novembre, ancora mi ricordo la data, ero davvero preoccupato. L’arrivo di Cichello e del nuovo staff ha poi dato un cambio di marcia incredibile”.

Parlando proprio di coach Cichello, è lui la persona giusta per guidare la squadra in SuperLega?
“Assolutamente sì. Secondo me Manuel è una persona che unisce tante peculiarità, pur avendo alcuni aspetti da migliorare, è un conoscitore assoluto della pallavolo mondiale e soprattutto ha la capacità di trasmettere al gruppo e a tutto l’ambiente, compresi i tifosi, quella voglia e quell’energia che serve per far sì che la squadra raggiunga determinati obiettivi. Ha una carica emotiva e passionale fuori dal comune. Riesce a tirar fuori il massimo dai propri giocatori proprio come fanno allenatori del calibro di Mourinho e Conte. Credo che al giorno d’oggi un bravo allenatore debba occuparsi più di questi aspetti che di aspetti tecnici, nei quali è già aiutato da scoutman e assistenti”.

La città di Siena ha vissuto i fasti del calcio e del basket. E’ giunto ora finalmente il momento della pallavolo?
“A questo punto noi siamo arrivati all’apice. Dobbiamo ora gestire la situazione grazie anche ai numerosi sponsor che ci sostengono. Non so se la città di Siena potrà mai avere calcio, basket e pallavolo tutti quanti ai massimi livelli. Me lo auguro perché si potrebbe creare un polo sportivo di grande interesse per gli imprenditori”.

Dagli addetti ai lavori siete visti come qualcosa di più di una neo promossa. Il mercato fatto ha portato in squadra campioni di alto livello.
“Quando siamo stati promossi in SuperLega ho pensato a un progetto di 3 o 4 anni. Mi sono posto degli obiettivi. Il primo obiettivo è quello di salvarsi, perché retrocedere subito sarebbe un dramma dopo tutti gli sforzi fatti. Un altro obiettivo è quello di riuscire ad arrivare quanto prima ai playoff. Per far ciò abbiamo fatto delle importanti operazioni di mercato. Il primo acquisto è stato Hernandez: un giocatore che ho fortemente voluto perché oltre ad essere spettacolare in campo può dar tanto alla squadra. Un po’ come Moratti fece con Recoba… sono interista (ride, ndr). E’ stata fatta una squadra in grado di divertire il pubblico e in grado di togliere qualche soddisfazione agli stessi tifosi”.

E’ una squadra di campioni che hanno già vissuto palcoscenici internazionali. Maruotti, Hernandez, Marouf…
“Abbiamo cercato di prendere giocatori di elevata esperienza. Anche il centrale Gladyr è di grande prestigo. Abbiamo trattato a lungo anche Mousavi, poi per una serie di motivi tra cui anche quelli economici ci siamo fermati. Abbiamo anche dei giocatori interessanti come Cortesia che abbiamo preso dal Club Italia e in più il nostro Vincenzo Spadavecchia e Mattei che sono giovani e possono migliorare tanto. Io confido molto nel lavoro di Cichello per far crescere questi giovani. In posto quattro abbiamo Fedrizzi e Vedovotto, due garanzie. Con Ishikawa e Maruotti siamo al sicuro. Il libero? Giovi è una sentenza”.

In conclusione, erano tanti anni che l’Italia non si muoveva cosi tanto sul mercato. Che campionato sarà?
“Sarà un campionato bellissimo. Cominciando subito dopo i Mondiali magari qualche squadra importante faticherà all’inizio. La prima fase sarà molto imprevedibile. Spezzerei infine una lancia in favore di noi imprenditori che stiamo facendo tanti sacrifici non solo economici ma anche di tempo per creare un movimento che sia sempre più di maggior valore. E’ uno sport che deve essere spinto anche a livello di comunicazione dalla Federazione e dalla Lega per dare ancora più valore a tutti i sacrifici fatti da noi imprenditori”

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