Yuji Nishida continua la sua prova di forza: l’Italia rimane schiacciata

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Di Stefano Benzi

Ama molto la cucina italiana e segue in modo davvero maniacale il nostro campionato, soprattutto grazie a You Tube. Legge tutte le notizie che riguardano il volley italiano al punto che nonostante le difficoltà di caratteri e lingua qualche parola nella nostra lingua la conosce già. Tanto aggressivo e coraggioso in campo quanto schivo e lontano dalle zone di evidenza fuori: non ama i social network. Alcuni suoi allenamenti si svolgono con gli elastici: la palla viene esplosa da una rete elastica ad altezza e traiettoria sempre diversa, serve per improvvisare gli attacchi su alzate imperfette. E poi è mancino: come Sartoretti, Paul McCartney e Jimi Hendrix. Magari avrà poca confidenza con l’iconografia italiana ma gli potremmo spiegare che quella sinistra è la mano del diavolo. Sarà così anche in Giappone?

Yuji Nishida ha 18 anni – come mio figlio Edoardo – ed è alto 186, sempre come mio figlio. Più di me; ragazzi che invidio per il loro fisico esplosivo ma anche per la loro dedizione sulle cose da fare. Yugi, che nel suo paese è stato soprannominato “il re di domani”, ha dimostrato di sapere dominare anche l’oggi. E lo aveva fatto proprio contro l’Italia, martellata con tre ace e 24 punti complessivi a terra, una percentuale di efficacia offensiva vicina al 50%. Nishida, gioca nella JTekt ed è una stella della VLeague nipponica. Il Giappone sta investendo tantissimo su di lui: sarà uno dei volti delle Olimpiadi di Tokyo del 2020. Nel frattempo ci dimostra come, ancora una volta, alcuni paesi sappiano dimostrare che non è mai troppo presto per mettere in evidenza e alla prova i giovani talenti.  E questo non è un cartone animato.

 

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