L’angolo tecnico di Dagioni: Final Four, Imoco per la storia. Le possibilità di Conegliano

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Ufficio Stampa Conegliano

Di Massimo Dagioni

Final four di Champions League! L’appuntamento più affascinante, più atteso e più prestigioso della stagione pallavolistica dei top team europei; e per una volta (non è sempre così, anzi) in calendario dopo la fine dei playoff del campionato italiano! E che peccato, che peccato davvero che oltre alla splendida Imoco Conegliano fresca di tricolore non ci sia anche l’Igor Novara a rappresentarci: 2 squadre italiane su quattro (effettivamente poi su tre, dato che la squadra organizzatrice è qualificata d’ufficio) sarebbe stato un successo davvero clamoroso per tutto il volley femminile italiano.

Quindi l’Imoco, che se la vedrà in semifinale contro l’”eterno” (dal 2013 sempre in F4 di Champions League, di cui due vinte) Vakifbank Istanbul di coach Guidetti, per un remake della finale dello scorso anno al Palaverde… e quindi per dirla tutta una vera e propria finale anticipata; infatti l’altro lato del tabellone vede le padrone di casa, le rumene dell’Alba Blaj, una squadra evidentemente ambiziosa ed emergente, ma non ancora a livello top, contrapposta al Galatasaray Istanbul (giustiziere di Novara appunto all’ultimo scalino prima della F4… e forse dunque il vero rimpianto della stagione delle piemontesi, anche più del tricolore ceduto a Conegliano).

La semifinale tra Imoco e Vakifbank non ha bisogno di grandi introduzioni.. si presenta da sé! Può essere interessante però cercare di inquadrare il momento storico delle due squadre.

Le turche sono alla soglia di un profondo cambio generazionale: la storica capitana  Godze Kirdar ha infatti annunciato il ritiro a fine stagione; l’altra colonna della squadra, la palleggiatrice Naz Aydemir, si prenderà una stagione di pausa per maternità (ma voci di corridoio, alimentate dal fatto che nelle recenti gare 4 e 5 di finale del campionato turco è finita a sorpresa in panchina, mormorano che sia già in dolce attesa!); addirittura l’indiscussa star Zhu Ting sembra al centro di un’asta di mercato per la prossima stagione; insomma, una rivoluzione in arrivo, stati d’animo complessi, un nuovo equilibrio da trovare forse già in questa F4 (chi palleggerà? Naz o l’emergente Cansu Ozbay con cui sotto 2-1 nella serie hanno rimontato e vinto lo scudetto in gara 5?), ma sempre, nel complesso, forse la migliore squadra del mondo negli ultimi anni, per continuità, trofei e spirito agonistico. Come giocano? Bene… già detto delle palleggiatrici l’opposta è l’ottima Lonneke Slotijes (ex Unendo Yamamay), libero l’esperta Gizem il pacchetto centrali la straordinaria Milena Rasic più una tra le turche Akman e l’emergente Gunes e come posti 4  la fuoriclasse cinese Zhu Ting più Kirdar o Kelsey Robinson, tanto per gradire… in CL viaggiano a 3.8 muri per set (mostruoso), 2.1 ace per set ed in attacco col 46% di palla a terra; va bene, non sono impeccabili in ricezione, ma di solito quando Zhu Ting attacca la palla alta si tende a dimenticare il dettaglio…

L’Imoco al contrario ha rinnovato di recente, ha un allenatore e giocatrici mediamente più giovani… ma purtroppo anche 2 centrali infortunati: le ultime 2 gare di finale scudetto ci consegnano un gruppo con i giusti anticorpi, una Danesi sempre più consapevole dei suoi mezzi ed una davvero ottima Melandri che meriterebbe più centimetri di quelli che madre natura le ha concesso, ma non si possono ignorare le assenze di giocatrici del calibro di De Kruijff e Folie. In Cl si viaggia a 2.5 muri per set (comunque molto buono), 2.1 ace per set (uguale al Vakif) e 46% di attacco (ancora uguale!); in bocca al lupo Imoco!

Altra semifinale e lato debole del tabellone, come si è accennato; intanto sottolineiamo che ad assumersi l’onere dell’organizzazione di una F4 di CL è una squadra rumena, il che è un bel segnale di rinascita e sviluppo per un movimento di grande tradizione pallavolistica, ma che le vicende politico-economiche avevano marginalizzato per molto tempo. L’Alba Blaj, al netto del vantaggio del fattore campo non ha un roster paragonabile a quelli dell’Imoco o del Vakifbank, ma il club ha comunque deciso di supportare l’investimento organizzativo inserendo ben tre rinforzi per questa fase finale della CL: la schiacciatrice Malesevic (ex Novara), l’esperta centrale Krsmanovic (ex Firenze) ed il libero turco Memis; quindi palleggia la bulgara Barakova (o la tedesca Lena Mollers), opposta la potente cubana Ana Cleger, in posto 4 presumibilmente il neo acquisto Malesevic e una tra la serba Crncevic e l’interessante rumena Salaoru; al centro dovrebbe giocare  la naturalizzata rumena Onyejekwe (buone percentuali di attacco e 0.9 muri per set in CL) ed una tra Krsmanovic la brasiliana Acquino, più il nuovo libero turco. Non faccio analisi azzardate su una squadra così rivoluzionata (e mai vista all’opera in questo assetto), ma il gruppo ha ora mestiere ed esperienza e cercherà con il pubblico di regalarsi l’impensabile…

Di fronte il Galatasaray, orfana della fortissima schiacciatrice russa Kosheleva (infortunatasi gravemente nella gara di andata contro Novara) e che punta tutto sulla compattezza del gruppo e sull’ispirazione della leggenda dello sport turco Neslihan Demir: anche lei, trentacinquenne, ha annunciato il ritiro dall’attività agonistica a fine stagione: non ha più l’esplosività dei tempi migliori, pecca a volte di continuità, ma a Novara nella gara di ritorno del playoff 6 si è caricata la squadra sulle spalle, ha messo a segno 38 punti in 4 set ed ha regalato al suo club ed a se stessa una semifinale abbordabile e quindi una chance forse insperata di giocarsi il più prestigioso titolo continentale. Squadra compatta, con giocatrici toste e complete, ora (senza Kosheleva) priva di una mano pesante su palla alta, punterà sulla concretezza dell’ottima bulgara Rabadzhieva in posto 4 con la turca Cetin, pacchetto centrali composto dalla caraibica Jack (da Trinidad e Tobago) ed una tra la turca Kalac e la bulgara (ex-Bergamo) Ruseva, il libero Karadayi e la diagonale composta dalla palleggiatrice Alikaya ed appunto dalla mancina Demir, ora unico faro della squadra: non altissima, non potentissima, ma dotata di colpi di classe e di un servizio spin veramente mortifero. Le statistiche parlano di 2.7 muri per set, di ben 2.3 ace per set (effetto Demir) e di un 42% di attacco, che però senza Kosheleva probabilmente diminuirà e potrebbe diventare il vero limite ai sogni delle giallorosse di Istanbul.

Buona F4 a tutti!

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