Perugia come Piacenza degli anni 2006-2008. Civitanova, che fatica vedere Stankovic fuori

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Foto: Michele Benda

Di Paolo Cozzi

Week end di grandi emozioni quello andato in scena al PalaFlorio di Bari, concluso domenica pomeriggio con la Finalissima per la Coppa Italia tra Civitanova e Perugia.
Detto del risultato che vede la squadra umbra issarsi per la prima volta sul gradino più alto del podio, al di là dei meri aspetti tecnici, vediamo un po’ come stanno cambiando alcune alchimie all’interno delle due squadre.
Perugia, che già da qualche anno era diventata una delle protagoniste del volley italiano, è finalmente riuscita a scrollarsi di dosso quella sensazione di eterna seconda che un po’ la circondava insieme ad un alone di pessimismo. In questo mi ricorda molto la Piacenza degli anni 2006-2008 che dopo due finali Scudetto perse, una finale di coppa Italia persa contro Cuneo, una Top team Cup persa, una finale di Champions persa (e purtroppo ero presente sul campo in quasi tutte le finali…!) alla guida di Angelo Lorenzetti è riuscita a trovare la tranquillità per vincere e soprattutto ripetersi. Ecco, la Perugia di oggi è cresciuta molto, secondo me, dal punto di vista mentale, e qua si vede la mano di uno staff di primissimo livello, a partire da coach Bernardi, ormai consacrato anche come allenatore, arrivando a DS e dirigenti come Goran Vujevic e Stefano Recine, dirigenti ora e giocatori prima abituati a dare del tu alla medaglia d’oro!!

Credo che uno dei lavori importanti fatti dal Lollo nazionale sia stato lavorare sulla testa della squadra e togliergli quella sensazione di nervosismo che colpiva i giocatori sui finali di set ,soprattutto nei giocatori chiave come Atanasijevic che passava più tempo a chiedere video check che a giocare, installando parecchia tensione fra i compagni. Ed è stata proprio questa rinnovata maturità nei momenti chiave a non fare sbandare la squadra dopo l’errore sul match point e a farla rimanere in corsa. Bene anche il lavoro su Ivan, forse meno protagonista nel ruolo di banda, ma concentrato e lucido è un elemento di equilibrio davvero importante per questa squadra. La sensazione è che manchi ancora un po’ di feeling con De Cecco su certi palloni, ma l’affiatamento fra i due sta crescendo finalmente.
Ottimo anche l’apporto di Colaci nel gestire tutto quello che passa in seconda linea, mi fa molto piacere la crescita di Anzani che sta trovando continuità e atteggiamento in questa stagione, candidandosi prepotentemente ad una maglia da titolare azzurro.
Sul fronte Civitanova, che continuo a ritenere la favorita per lo scudetto per via di una rosa completa e variegata, credo che stiano nascendo un po’ di problemi per la gestione del numero di stranieri e italiani in campo. Non ho mai amato le squadre costruite ad incastro, dove a volte un giocatore deve sedersi in panchina non per scelta tecnica ma per…passaporto!
Ecco credo che alla lunga questo problema stia pesando a campioni come Sander, Kovar e Stankovic (una faticaccia vedere uno dei migliori centrali al mondo seduto in panchina…) e che la situazione stia un po’ sfuggendo di mano a Medei aprendo spiragli di malumori più di spogliatoio che tecnici.
Credo che per una squadra di vertice avere un assetto definitivo dia più tranquillità e certezze. Certezze che al momento vengono dai sempre lucidi Sokolov e Juantorena, e da un Candellaro finalmente cresciuto a muro e capace di variare i colpi in attacco uscendo dalla sua traiettoria preferita verso uno. Chi forse è mancato in questa finale è stato Christenson, ma la classe e il tocco di palla sono sempre oro colato per il pubblico!

Che dire delle due semifinaliste Modena e Trento?Che come ogni anno saranno le prime a dare il via alle voci di mercato, ma ricordate che il mondo del volley è piccolo e spesso le voci vengono messe in giro ad arte da procuratori e dirigenti per destabilizzare un determinato ambiente
Ma anche su questo argomento vi terrò aggiornati nei prossimi mesi!

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