Murilo chiede alla FIVB di ufficializzare definitivamente la sua squalifica

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Di Redazione

La lentezza giudiziaria, anche in ambito sportivo, è generalizzata e non riguarda solo l’Italia: Murilo Endres, ex giocatore di Vibo e Modena, due argenti olimpici con il Brasile, è stato fermato dalla FIVB nel maggio scorso dopo che era risultato positivo a un controllo antidoping per il furosemide, un diuretico che viene spesso utilizzato come coprente per altre sostanze. Murilo non si è mai proclamato innocente: ha sostenuto di aver assunto la sostanza per risolvere in modo radicale alcuni problemi di peso e che non sapeva che i farmaci che stava assumendo contenevano sostanze dopanti. Il giocatore ha ammesso le sue responsabilità rimettendosi alla decisione della FIVB che lo ha sospeso.

Da allora sono passati cinque mesi e Murilo non è mai comparso davanti a un giudice FIVB né è mai stata proclamata una sua udienza: di fatto non è nemmeno squalificato. È semplicemente inibito da qualsiasi attività agonistica: non può giocare e non può nemmeno allenarsi con la sua squadra il Sesi di San Paolo. Deve mantenersi in forma da solo e lo fa in attesa che finalmente l’FIVB sancisca la sua squalifica e di conseguenza la possibilità di tornare in campo: “Ho 36 anni – dice Murilo Endres – e non ho intenzione di smettere di giocare, non così. Chiedo solo di essere ascoltato e che venga fatta chiarezza”. Murilo è stato nominato nel 2010 atleta brasiliano dell’anno ed MVP Olimpico al termine del torneo di Londra 2012.

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