Europei femminili, Olanda e Serbia in finale; cade l’Azerbaijan

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Di Stefano Benzi

Si ferma in semifinale il sogno dell’Azerbaijan di poter festeggiare il primo titolo continentale di pallavolo proprio all’interno dei propri confini. La squadra azera, perfetta nel quarto di finale contro la Germania, si spegne sul più bello contro un’Olanda che conferma la ottima impressione generale suscitata fin qui e in particolare, purtroppo, proprio contro la nostra nazionale.

Una vittoria difficile e quasi drammatica quella ottenuta dalle Oranje per 3-2 (20-25, 25-19, 25-19, 25-27, 15-12), un successo che a questo punto diventa un ottimo biglietto in vista della finale contro la Serbia per puntare al titolo continentale perso solo in finale – dalla Russia – due anni fa.

In una National Gymnastics Arena ancora una volta stipata all’inverosimile le olandesi sono state più forti di un ambiente infuocato e ostile, più forti anche di una squadra comunque eccellente e di grande valore. In un rematch di quello giocato di quattro mesi fa, stravinto dall’Olanda 3-0, le Oranje hanno dovuto soffrire molto: prima una partenza velocissima delle azere, poi una rimonta tostissima nel quarto set ma nel corso del tie-break è venuta fuori la squadra più consapevole, forte e puntuale che si era vista in tutte le gare decisive. Non una vittoria facile tuttavia contro una squadra come l’Azerbaijan che aveva perso due soli set in tutto il torneo e con due giocatrici come Rahimova e Mammadova capaci di tenere a galla la squadra anche nei momenti più difficili.

Il capolavoro l’Olanda lo gioca nel tie-break quando salgono in cattedra la Buijs, con un break di tre punti e poi la scatenata Slöetjes, che infila i palloni decisivi per la vittoria. Molte le lacrime che si sono viste tra i 9500 spettatori dell’Arena di Baku tra i quali anche il presidente Aliyev che con un gesto molto eclatante e applaudito, quando la squadra azera si è riunita nella sua metà campo per consolarsi della sconfitta, si è alzato in piedi applaudendo a lungo.

L’Aerbaijan giocherà per il bronzo contro la Turchia di Giovanni Guidetti cui non è riuscito l’ennesimo miracolo contro la Serbia che, silenziosamente e senza troppi proclami arriva a una finale pesantissima, con il passo del conquistatore: prima nel suo girone a punteggio pieno concedendo un solo set al Belgio, vittoriosa prima contro la Bielorussia e ora contro la Turchia nei quarti di finale e nella semifinale senza concedere un set e con un quoziente punto spaventoso.

Secco il 3-0 inflitto anche alla Turchia, (25-17, 25-12, 25-21).

Olanda-Serbia è indubbiamente una finale di straordinario livello tra due squadre profondamente diverse: più quadrata e tecnica la Serbia (nella foto un momento di gioia al termine del match), più fisica ed estemporanea l’Olanda. Le due squadre non si sono incrociate in questo europeo: una finale molto incerta tra due squadre che il titolo lo hanno vinto una volta a testa, nel 2011 la Serbia in casa al Maracanà di Belgrado, nel 1995 in casa anche l’Olanda, ad Arnhem. Olanda quattro volte in finale ma con  una sola vittoria, Serbia due volte con un successo e una sconfitta.

Sicuramente le due formazioni che hanno giocato con maggiore continuità e determinazione al punto da detronizzare una Russia che da due edizioni di fila si confermava campione ma che stavolta esce di scena sotto i colpi di outsider semplicemente più forti e di maggiore spessore.

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