Massimo Dagioni presenta la terza gara della finale scudetto femminile

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FOTO FILIPPO RUBIN / LVF

Di Massimo Dagioni*

Sabato sera è in programma una “succosissima” gara 3 della finale scudetto del campionato femminile tra Igor Novara e Liu Jo Modena, che nelle prime due sfide hanno rispettato il fattore campo in modo abbastanza netto. Andiamo a vedere cosa c’è stato dietro le partite disputate e cerchiamo possibili chiavi di lettura per il prosieguo della serie.

La prima cartina di tornasole di una prestazione è sempre l’attacco (la più importante anche se non l’unica, specialmente nel femminile, in cui le azioni sono più lunghe e le tante fasi di transizione vanno “riempite” di buone esecuzioni in tutti i fondamentali).

Tanto per confermare la tesi, una curiosa coincidenza: in entrambi i casi le squadre perdenti hanno attaccato con efficienza 16% (la percentuale di attacco vincente “pulita” dagli errori e dalle murate subite), dato che molto raramente si associa ad una vittoria!

In gara 1, vinta per 3-1 da Modena, è stata eletta MVP l’opposta Jovana Brakocevic, ma dal mio punto di vista non è stata da meno Caterina Bosetti, che ha messo a terra il 52% dei palloni con efficienza 41%, dato importantissimo per una schiacciatrice, che peraltro ha anche tenuto in ricezione (poche perfette, ma 76% positive) pur essendo stata il primo obiettivo del servizio novarese. Prestazione in attacco deficitaria per Novara in gara 1 con Barun migliore delle sue con efficienza 21% e Piccinini (efficienza -7%) addirittura in territorio negativo!

E poi? Come ha detto saggiamente proprio Francesca Piccinini nel post gara 1… “queste sono serie lunghe, guardiamo alla prossima”, ed ecco il ribaltone: la Picci MVP con una prestazione a tutto tondo ottimamente coadiuvata da Celeste Plak che ha attaccato con efficienza 43%!

Scendendo da alcune “montagne russe” individuali guardiamo, invece, alle costanti nelle prestazioni: tra le fila novaresi la più regolare è stata Chirichella, positiva in attacco e con ben 5 muri punto in entrambe le gare; buono complessivamente anche il dato di squadra al servizio (ottimo in gara 2) per un totale di 9 aces pagati con 19 errori (un rapporto di circa 1 punto diretto per 2 errori non è male). E l’aggressività in battuta sarà una chiave importante per l’Igor, che ha assolutamente bisogno di tenere Francesca Ferretti lontana da rete…

Tra le modenesi rileviamo l’insolita difficoltà in attacco in due gare consecutive di Neriman Ozsoy (efficienza 10% ed 8%); bene, invece, Caterina Bosetti che anche nella netta sconfitta di gara 2 ha tenuto buone percentuali e la costanza a muro della centrale Belien, anche lei 10 vincenti (rispettivamente 6 e 4) in 7 set giocati. E il servizio di Modena? Complessivamente insufficiente (2 aces per 17 errori), ma non solo: a riprova del detto che a volte i servizi non si contano, ma si pesano, vediamo che nella vittoria il dato di Modena fu di ben 14 errori per 2 soli aces, ma che la pressione fruttò un dato bassissimo di ricezione perfetta di Novara (1% secondo la Lega, probabilmente troppo severo, ma rende l’idea). Troppi errori? Si certo, ma a Novara solo 3 errori, zero ace e l’Igor al 49% di ricezione perfetta (76% di positiva) e la centrale Sara Bonifacio sugli scudi. Sarà un caso che ben 3 giocatrici abbiano attaccato con efficienza superiore al 40% ?

*Massimo Dagioni è allenatore dal 1987 ed ha maturato esperienze di alto livello sia nel settore femminile che maschile. E’ stato vice allenatore della Nazionale maschile che ha conquistato l’oro europeo di Berlino 2003 e l’argento olimpico di Atene 2004.

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