Champions League maschile: la F4 “studiata” da Massimo Dagioni

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Foto: Michele Benda xLVM

Di Massimo Dagioni*

E’ tempo di “F4” di Champions League maschile a Roma, una settimana dopo quella femminile a Treviso! Si può andare orgogliosi ed essere davvero felici dell’opportunità di ammirare dal vivo, in Italia, il top level europeo. Complimenti all’Imoco Conegliano, in bocca al lupo alla Sir Safety Perugia ed alla Lube Civitanova ed andiamo a “zoomare” sulle due semifinali.

La prima sarà tra i russi dello Zenit Kazan ed i tedeschi del Berlin Recycling Volley e si prospetta come l’ennesima riedizione della mitica sfida tra Davide e Golia. Lo Zenit è facile da presentare… mettete insieme alcuni dei migliori giocatori russi (Mikhailov, Volvich, Butko ed altri in ordine sparso) ed aggiungete due schiacciatori ricevitori di cui uno è fortissimo (l’americano Matt Anderson che ben conosciamo tra il suo passato a Modena e le ricorrenti sfide tra gli azzurri e gli States) e l’altro è probabilmente il più forte del mondo: il cubano (naturalizzato polacco, buon per Fefè (De Giorgi), male per tutti se andrà in nazionale) Wilfredo Leon; chi non l’avesse mai visto schiacciare non si perda l’esperienza! Nota a margine: tra campionato russo e Champions League non hanno ancora perso una partita… che la prima possa essere contro il Berlino non sembra una opzione troppo realistica, benché la palla sia rotonda, la carta non giochi e chi più ne ha più ne metta! Naturalmente tra i tedeschi ci sono ottimi giocatori, come il mancino australiano Carroll, il centrale serbo Okolic e tanti altri stranieri cui fa da collante l’esperto schiacciatore Kromm (212 cm.), ex Modena e Padova, ma io mi limito ad un sincero in bocca al lupo a Roberto Serniotti, che già qualificandosi per questa F4 ha fatto un’impresa. Però, evidentemente “Sernio” si trova a suo agio nelle vesti di “underdog”, visto che già nel 2007 addirittura vinse la Champions con i francesi del Tours! Quindi mai dire mai… (ecco, ho contribuito anche io!)

I protagonisti del nostro derby Perugia-Civitanova, invece, li conosciamo bene, non servono presentazioni individuali. Meglio analizzare, invece, come le due squadre arrivano ad un appuntamento così importante.

Perugia gioca “in casa” quello che è l’ultimo atto di una stagione che in caso di sconfitta lascerebbe in bocca un sapore amaro, essendo fin qui sfumati tutti i trofei (la Supercoppa persa con la rocambolesca rimonta di Modena, addirittura il mancato accesso alla F4 di Coppa Italia e la fresca eliminazione in semifinale scudetto). In gara 5 contro Trento la squadra si è anche “bloccata” agonisticamente e tutti ci aspettiamo una reazione veemente del gruppo, ma non potrà evitare una certa ansia da prestazione: a Lollo Bernardi il non facile compito di “pulire” la testa dei suoi giocatori per cambiare il racconto di una stagione.

Civitanova agli antipodi: Coppa Italia in bacheca e gara 1 per lo scudetto vinta bene contro Trento! Panchina profonda da cui eventualmente pescare in un match lungo, un gioco stabile che rarissimamente è andato sotto livello in stagione (e mai in match determinanti) con punte di eccellenza, tra cui l’ultima giocata.. decisamente un bel biglietto da visita!

Perugia avrà bisogno di tutta la sua forza d’urto in attacco ed in battuta; con Zaytsev ed Atanasijevic affamati di palloni non so quanto Luciano De Cecco potrà variare il gioco con i centrali: distribuire il gioco su tutta la rete o affidarsi alla voglia di riscatto dei suoi bomber sarà un bel tema da svolgere per lui.

Di contro Miha Christensen ci ha abituato ad un gioco veloce e moderno, sovraccaricando la parte centrale della rete con tanti primi tempi e pipe, con Sokolov elemento fondamentale nel sistema di muro e non solo terminale di attacco.

*Massimo Dagioni è allenatore dal 1987 ed ha maturato esperienze di alto livello sia nel settore femminile che maschile. E’ stato vice allenatore della Nazionale maschile che ha conquistato l’oro europeo di Berlino 2003 e l’argento olimpico di Atene 2004.

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