Serie A2 Maschile : Bergamo, una stagione indimenticabile

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Ufficio Stampa BCC

La ciliegina sulla torta. Solo questa mancava all’ Olimpia Bergamo, neo promossa nella seconda serie nazionale ad inizio stagione e che ha raggiunto fino la semifinale promozione.

Nove vittorie consecutive, tredici in casa, una salvezza raggiunta il 25 gennaio e suggellata dal secondo posto nella prima fase, addirittura un quarto nella seconda – con l’apice del 3-0 su Siena -, un quarto di finale play-off passato con un doppio 3-0 su Civita Castellana e poi la semifinale. Il colpaccio di Castellana Grotte con una rimonta incredibile in gara 1, il 3-1 in gara 2 in casa davanti a 1800 spettatori, il sogno sfiorato in gara 4 quando i tifosi erano anche di più ed un epilogo tutto cuore. Anche nel giorno in cui è calato il sipario su una stagione memorabile, infatti, la matricola “terribile” ha intriso il taraflex di un orgoglio smisurato mixato con il sorriso, incontrastata costante di una cavalcata che è già storia.

Bergamo, è tornata a respirare l’aria della grandissima pallavolo grazie allo sforzo profuso in estate dalla presidenza (Nicola Caloni-Angelo Agnelli), ripagato – dati alla mano – oltre ogni più rosea aspettativa. Vito Insalata ha smesso la fascia di capitano per indossare i panni del ds ed ha consegnato nelle mani di Gianluca Graziosi le password per gettare le basi verso qualcosa di grande. Il coach, indescrivibile stratega e fulcro senza pari, ha voluto al suo fianco il vice Leonel Carmelino e il preparatore atletico Daniele Marchetti per un progetto, sulla carta triennale, in grado di riportare in alto l’Olimpia. Per riuscirci però sono bastati pochi mesi. E la prodezza sta proprio qui. Un roster giovane che ha saputo amalgamarsi in maniera pazzesca fino a diventare un gruppo capace di azzannare l’avversario con la mente sgombra e il braccio libero.

Un capolavoro – frutto della sinergia tra società e staff – di rara bellezza, in grado di calamitare gli occhi del gotha della pallavolo tricolore. I nomi dei “magnifici 13” si conoscono, si sono già guadagnati – di diritto – un posto nelle migliori cineteche e poi di molti di loro sentiremo parlare molto, molto a lungo (Cavuto e Pierotti sono tra gli “osservati speciali” del tecnico azzurro Blengini). Protagonisti perennemente affamati che, nel match del “dentro o fuori”, se la sono giocata ancora ad armi pari con una delle favoritissime per la promozione.

Tanto per ribadire la “pasta” di un collettivo indescrivibile, fondato su interpreti che – fino in fondo – si sono mostrati autentici “lupi per Luppi“. A cui ora, per dire un grazie degno di tale nome, non basterebbe neppure sommare l’affluenza stagionale di appassionati al Palasport. Esclusivamente perché questa squadra, con la “S” maiuscola, ha letteralmente infiammato la passione orobica, fomentata da una tradizione finalmente rinverdita. Gli occhi intanto restano pieni, il cuore non è da meno anche se il domani è già qui. E ha le sembianze della diagonale Jovanovic–Hoogendoorn. Scusate se è poco.

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